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ladri anche dalla famiglia URBELLI

Boom di furti in casa: monta la protesta

Boom di furti in casa: monta la protesta

I ladri non fanno sconti a nessuno e mentre proseguono a pieno ritmo i raid serali, con un gran numero di colpi nelle case, l’attenzione dei modenesi si punta su un caso specifico per parlare delle...

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I ladri non fanno sconti a nessuno e mentre proseguono a pieno ritmo i raid serali, con un gran numero di colpi nelle case, l’attenzione dei modenesi si punta su un caso specifico per parlare delle proprie esperienze. «Vorrei fare i complimenti a chi ha fatto questo in casa di mia madre e mia zia. Per fortuna per una manciata di minuti non hanno incontrato i ladri altrimenti, magari, le avrebbero pure pestate a sangue», ha scritto su Facebook Giuliana Urbelli, assessore comunale al Welfare e alla salute. Uno sfogo accompagnato da una serie di foto (una è qui pubblicata) che documentano in maniera esplicita l'opera dei ladri: cassetti aperti, vetri rotti e una casa in subbuglio. La sua nota, piena di rabbia e di amarezza, azzera le polemiche da parte di commentatori sui social che considerano i politici al di sopra di chiunque altro anche per i furti in casa, come se i politici non li subissero. E questo tema è emerso ieri a commento del post della Urbelli e dell’articolo che la “Gazzetta” ha postato sul sito: reazioni numerose anche molto accese. E anche segnalazioni di casi recenti di furti. Tanti i messaggi di solidarietà alla Urbelli. C’è chi ricorda numerosi furti a comuni cittadini che passano sotto silenzio. C’è chi si compiace. «Un po’ per uno in braccio alla mamma», scrive un’avversaria. «Un politico? Pur dispiacendomi umanamente... Ma non sono loro che ci impongono tolleranza accoglienza e buonismo?», commenta un lettore. Ci sono lettori che raccontano di casi di furti analoghi. Scrive Luca Moretti: «Conosco tre casi di furto capitati a miei conoscenti nell'ultimo mese, in un caso con un danno economico considerevole con tanto di cassaforte rimossa dal muro. Casi di cui nei giornali non è stato fatto minimamente cenno. Altro che “percezione” di insicurezza». «Anche la mia famiglia alcuni anni orsono ha subito la stessa sorte. Necessita una “mano” più ferma verso i ladri», scrive Roberto Ricchetti. «Quante storie, a casa mia lo hanno gia fatto 29 volte ! E non sono mai stata sui giornali perché non sono un politico», commenta Paola Zacchi.

Aggiunge Federico Mori, vittima di furti: «Io mi rendo conto che le forze dell'ordine siano impegnate a fare altro, ma detto con tutto il doveroso rispetto io mi sono scocciato di pagare tasse a nastro per avere agenti che passano il loro tempo a fare multe o a mangiarsi il gelato di fronte al Grandemilia. O ancora di sentirmi dire dal Comune che per mettere un lampione nella mia via come deterrente di minima devo pagare 700 euro. Se la polizia non mi tutela, non posso avere un lampione se non pagando». Già da questi commenti si capisce una realtà ormai evidente: anche alla stampa arriva solo una piccola parte dei casi di furto in casa.

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