«Natale laico all’asilo? Un vero scandalo»
Castelfranco. Alle materne “Scoiattolo” una festa senza alcun riferimento religioso. I cittadini: «Ora si sta esagerando»
CASTELFRANCO. Alle scuole materne comunali “Scoiattolo” di Castelfranco le serrande sono abbassate: è sabato, l’asilo è chiuso e i bambini sono con le loro famiglie. Ma la polemica per la decisione di far svolgere le celebrazioni del Natale in maniera laica non si placa. Anche il senatore Carlo Giovanardi ha presentato un’interpellanza al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, in cui chiede che la Legge venga rispettata e che il Natale sia celebrato per quello che è, ovvero la celebrazione della nascita di Gesù. Allo “Scoiattolo” non sarà così: i bambini, dunque, avranno sì una festa - sabato 22 dicembre - ma senza alcun accenno religioso, una recita in cui a farla da padroni saranno i folletti e Babbo Natale.
Così ha deciso Gianni Simonini, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Guinizelli”, che ha accolto la richiesta di due genitori italiani atei. I cittadini di Castelfranco sono sbigottiti.
«Non ha davvero ragione di esistere una decisione del genere - dice Valeria Di Pippo - trovo assurdo che una tradizione così radicata venga privata della sua sostanza». Le fa eco Milena Cagnazzo che da pochi minuti ha accolto il figlio all’uscita delle scuole primarie: «Mi faccio una domanda: una recita natalizia è una lezione di religione? No, si tratta solo di canzoni che non servono ad imporre nozioni religiose».
Molto più veemente la reazione di Germana Spaggiari che tocca anche un altro punto caldo della realtà castelfranchese, la moschea: «Ogni persona ha il diritto sacrosanto di professare la propria religione e dunque è giusto erigere una moschea, ma ciò non significa che sia lecito intaccare le nostre tradizioni. È uno scandalo che i nostri bambini non possano imparare e coltivare quelle che sono le nostre usanze. Ed io non sono una religiosa praticante».
Per i bambini delle primarie, invece, la festa sarà classica: «La scuola di mio figlio - dice Francesca Paoli - sta preparando un Natale “normale” e ne sono felice. Se penso alle “Scoiattolo” credo che la colpa non sia dei genitori o degli insegnanti, ma di chi dall’alto prende tali decisioni».
«Solo in Italia si dà ragione alle minoranze - dice Tommaso Amico - e si china la testa, annullando di fatto la nostra cultura. Se a qualcuno non sta bene la festa natalizia canonica che stia a casa: userei lo stesso sistema che si utilizza per l’ora di religione, chi non vuole frequentare faccia qualcosa di diverso».
Marco aggiunge: «Premetto un elemento essenziale: io sono ateo, ma penso che sia assurdo rinunciare alle nostre tradizioni. Se è vero che il nostro è un Paese libero allora i bambini delle “Scoiattolo” hanno diritto ad una festa religiosa».
Maria Pia Di Stasio si unisce alle parole degli altri genitori: «Mio figlio fa la terza elementare e per la festa di Natale potrà imparare, cantare e recitare canzoni e poesie religiose. Non vorrei mai che fosse costretto a rinunciare alle nostre tradizioni».
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