Referendum sull'ospedale di Mirandola, quorum sfiorato
Il quorum del referendum indetto a Mirandola per avviare un percorso partecipato sul futuro dell'ospedale cittadino è arrivato al 44%
MIRANDOLA Poco sotto il 50%, precisamente al 44%: il referendum legato all'ospedale di Mirandola non ha raggiunto il quorum necessario ad attivare un percorso partecipato sulla sanità locale.
Dei 18mila elettori, quasi la metà è andata alle urne, un risultato che se da un lato fa sorridere gli oppositori della consultazione che hanno boicottato fin dall'inizio, dall'altro dimostra come l'attenzione sull'ospedale non sia poi così ridotta.
“Volete voi che l’Amministrazione comunale avvii un percorso partecipativo per valutare la possibilità di rendere nuovamente operativo l’ospedale di Mirandola, come già avveniva prima del sisma 2012?”. Ecco la domanda a cui chi si è recato alle urne ha dovuto rispondere.
E' stata una giornata frenetica, iniziata un po' in sordina con l'affluenza delle 12 appena sopra il 13%. Ma nel pomeriggio c'è stato un balzo in avanti, tanto che alle 19 si sfiorava il 38%. Un dato che ha spinto i sostenitori del referendum a sognare di sfondare la simbolica quota 50%, fermandosi però poco al di sotto. Non mancheranno comunque le polemiche visto che diversi cittadini hanno saputo soltanto all'ultimo, attraverso convocazioni istituzionali consegnate in ritardo, della possibilità di votare. E altri, come denuncia Giulia Gibertoni, non le hanno mai ricevute.
Il quorum credo non l'abbiamo avuto per pochissimo. Questo nulla toglie al risultato storico che abbiamo raggiunto...
Posted by Giulia Gibertoni on Domenica 13 dicembre 2015
Non che fosse cambiato qualcosa se anche la maggioranza dei mirandolesi fosse andata a votare, ma di certo avrebbe cambiato qualche equilibrio politico perché, come più volte ribadito, la consultazione aveva un più che palese valore di rappresentanza. Il Pd ha sostenuto l'inutilità del referendum da subito, provando a giocare d'anticipo, organizzando un percorso partecipato autonomo e chiamando a Mirandola chi davvero deve decidere sul Santa Maria Bianca, ossia il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l'assessore alla Sanità, Sergio Venturi.
Con il tempo al Pd si sono aggiunti anche parte di Forza Italia e la Lega Nord, inizialmente tra i promotori della consultazione, ma che si sono sfilati dopo l'approvazione di un ordine del giorno in cui si impegna il sindaco a pretendere livelli sanitari ben superiori rispetto a quelli attuali.
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E così a difendere il referendum sono rimasti Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Sel e Marian Lugli di Forza Italia ma soprattutto alcuni comitati che sull'ospedale lavorano da tempo. La Nostra Mirandola, onlus molto attiva nelle donazioni, si è schierata compatta così come il gruppo "Salviamo l'ospedale della Bassa", capace di raccogliere ben oltre 6mila firme. C'è poi Sisma.12, comitato nato con il terremoto, ma che sta prendendo sempre più spazio nella vita civica locale.
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