Gazzetta di Modena

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Scuola, a Modena precari senza stipendio da mesi

di Saverio Cioce
Scuola, a Modena precari senza stipendio da mesi

Nuovo sistema informatico per i pagamenti ma il cervellone va in tilt. Rimpalli tra i ministeri dell’Economia e dell’Istruzione e precari modenesi senza stipendio da mesi

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MODENA. Si prospetta un Natale amaro per centinaia di docenti precari modenesi, gli ultimi rimasti dopo i tagli e le risistemazioni scolastiche.

A loro da settembre è toccato il compito più ingrato, quello di supplenze senza certezze e senza pagamenti. Da Roma infatti, a parte qualche anticipo sulle prime due settimane di settembre, non sono più arrivati i pagamenti: niente a ottobre, nè a novembre e sino a oggi nessuna informazione per dicembre e, ovviamente, neppure per la quota parte della tredicesima.

Tutto lavoro gratuito, di fatto. I precari tempestano di richieste le segreterie e il Provveditorato. Quest’ultimo si stringe le spalle e risponde come da prassi: «Non abbiamo soldi da distribuire, dal ministero non arrivano fondi». E neppure garanzie, viene da dire, perché le informazioni si accavallano in maniera confusa e ognuno risponde come crede, spacciando ipotesi di fantasia per certezze consolatorie. L’unica certezza è anche quest’anno, alla faccia della buona scuola promessa, non arrivano fondi dal governo e i docenti precari lavorano senza stipendio da tre mesi. Ovviamente non hanno neppure la consolazione dei 500 euro di bonus una tantum promessi dal governo ai docenti di ruolo.

A dire la verità quest’anno un capro espiatorio ci sarebbe. Almeno i sindacati provano a sbrogliare la matassa con richieste ogni giorno più pressanti verso i vertici ministeriali ma senza esito.

Oggetto della contesa è il Sidi, il sistema informatico che dovrebbe gestire a livello centrale e per tutta l’Italia le posizioni contributive, assicurative e ovviamente retributive dei docenti precari.

Il passaggio dei dati personali dal vecchio sistema gestito dalle scuole ma uguale in tutta Italia e quello nuovo di zecca non funziona. Così almeno affermano i sindacati, senza distinzione alcuna tra le varie tendenze. E senza contestazione alcuna: dal ministero infatti non arrivano risposte. Nè vengono fissati incontri per dare risposte.

In compenso c’è un sistematico scaricabarile tra il Ministero delle Finanze e quello dell’Istruzione. Mentre il secondo dice di non avere fondi il primo replica che ha dato il via libera per i pagamenti. E i soldi non arrivano.

L’anno scorso la situazione si fece così incandescente che qualche preside arrivò a proporre l’estrazione a sorte degli stipendi: visto che non ce n’erano a disposizione a sufficienza, i pochi soldi venivano destinati in maniera imparziale su scelta del destino. Un’opzione che servì a richiamare, una volta in più, l’attenzione sullo sfascio predeterminato della scuola pubblica ma che nei fatti non servì ad accelerare i pagamenti.

A Modena poi ci sono i docenti delle scuole per adulti, i Cpia (Centri per l’Istruzione degli Adulti). Anche qui, nelle sedi di Modena, Vignola, Castelnuovo Rangone e Savignano, i precari non vedono un quattrino dall’inizio dell’anno scolastico. La Tesoreria dello Stato di Modena, interpellata in proposito, ha risposto ai precari che non possono erogare fondi se non arriva il via libera dalla sede centrale. Da segnalare la risposta arrivata dal ministero dell’Istruzione sulla questione il 3 dicembre: «Si è provveduto a ritrasmettere al Mef - scrive il Miur - i contratti che fino a oggi risultavano a sistema “rifiutati da NoiPa” con la motivazione “ore di cattedra non compatibili”. Di conseguenza è stato rimosso l’inconveniente che aveva determinato tale rifiuto».

Il che equivale a dire tutto e niente.

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