«Cari cugini realizziamo una grande Area Vasta»
Lettera di Bellelli e degli altri sindaci ai colleghi di sei Comuni confinanti per dare vita a una maggiore integrazione e ragionare su progetti condivisi
Una lettera aperta ai vertici dell’Unione dei Comuni Tresinaro Secchia, dell’Unione dei Comuni Bassa e Pianura reggiana, a sindaci di Rubiera, San Martino in Rio, Correggio, Fabbrico, Rio Saliceto e Rolo con la richiesta di un incontro. La mandano i sindaci dell’Unione delle Terre d’Argine per chiedere esplicitamente che si possa impostare un ragionamento di area vasta, condividendo i tanti temi che possono sviluppare insieme. “La cosiddetta Legge Del Rio che ridisegna i confini e competenze dell’amministrazione locale, e la Legge regionale 13 del 30 luglio scorso hanno fatto nascere un dibattito nel quale sono ancora presenti diverse incognite; - scrivono i sindaci delle Terre d’Argine, Bellelli, Guerzoni, Solomita e Turci - tra queste vi è la definizione di area vasta. Siamo convinti che quest’area vasta debba essere identificata nei criteri di un agire politico più che strettamente amministrativo e crediamo che questa occasione di riordino istituzionale possa permettere ai territori limitrofi di trovarsi nelle condizioni di programmare il futuro assieme. La logica di area vasta ci deve far pensare sempre più ad investimenti su infrastrutture aventi un interesse sovracomunale. La Cispadana, ad esempio, avrà una ricaduta non solo sui comuni delle Terre d’Argine, ma anche su quelli di oltre Tresinaro che confinano con Carpi e Novi. Non si tratta solo di azionare, con singole convenzioni ad hoc, la leva gestionale dei servizi, ma di avere la capacità di leggere assieme le esigenze di comunità simili e da sempre vicine. Con tutto il rispetto per i comuni attualmente presenti nella provincia di Modena ci pare limitativo che il dibattito sulle aree vaste abbia dato per assodato il criterio di partire sempre e comunque dall’unità amministrativa preesistente, la Provincia appunto, e non da queste situazioni oggettive. Troveremmo poco produttivo che, alla fine di questo dibattito, ci si trovasse di nuovo al tavolo con comuni dell’Appennino modenese, che poco hanno da condividere con realtà come i comuni dell’Unione delle Terre d’Argine, rispetto alla più naturale delle dimensioni, quella di un dialogo con Rubiera, Fabbrico, Rio Saliceto, Correggio, San Martino in Rio... Dobbiamo giocare un ruolo da Comuni cerniera, al di là dei confini amministrativi, portando questi fattori che ci uniscono al centro del dibattito in un ambito d’area vasta che non è a prescindere reggiano o modenese; che non è quello delle vecchie Province come le abbiamo conosciute fino ad ora, ma che possa, grazie alle sue peculiarità, diventare riconoscibile e garantire una capacità di attrazione. Chiediamo a tutti gli attori in campo di valutare l’opportunità di incontrarci per discutere di questo”.
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