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Borse e giubbotti griffati dentro l’auto: tutto falso

di Daniele Montanari
Borse e giubbotti griffati dentro l’auto: tutto falso

Pavullo. Bloccato e subito denunciato un giovane pronto a venderli al mercato Finti operatori Hera invece tentano una serie di truffe a Polinago: devono fuggire

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PAVULLO. Era venuto su in montagna con una macchina piena di giubbotti (una ventina), piumini, felpe, borse, giacche, camicie, sciarpe e diversi altri oggetti di abbigliamento con scritte Colmar, Moncler, Ralph Lauren e di altre notissime marche. Obiettivo, spacciare tutto per autentico e vendere a prezzi incredibili, al mercato di Pavullo in primis. Ma gli è andata male perché è stato notato subito dai carabinieri del Nucleo Radiomobile, prendendosi una bella denuncia a piede libero per ricettazione e vendita di marchi contraffatti. È avvenuto sabato verso le 15 all'altezza di via Ricchi, protagonista M.T., 37enne marocchino residente a Mantova ma già noto per un precedente del genere. Non sono certo passati inosservati i sei enormi sacchi con cui aveva riempito la macchina, ed è scattato subito il controllo. Il magrebino non ha cercato scuse, ha ammesso candidamente che vendeva quei capi per vivere. Merce frutto di mani abilissime, che avrebbe avuto sicuramente il suo ritorno economico. Ovviamente è stato tutto sequestrato, nell'ambito di un'operazione particolarmente importante visto il periodo natalizio, e che incontrerà sicuramente la soddisfazione dei commercianti in lotta contro la contraffazione. Ma la giornata di sabato è stata segnata anche da un altro tipo di truffa, nel territorio confinante di Polinago. È successo a Talbignano, dove ignoti hanno preso di mira di nuovo gli anziani con il classico raggiro del finto tecnico alla porta. Nello specifico, i ladri si sono presentati come collaboratori Hera che avevano assolutamente bisogno di entrare per un'operazione urgente: nientemeno che la purificazione della conduttura dell'acquedotto avvelenata dalla fantomatica presenza di mercurio. Ovviamente non era vero niente, ma facendo leva sulla paura sono riusciti a entrare in due abitazioni raccomandando di andare a prendere i valori e metterli in un luogo sicuro come il frigo. In un caso si sono trovati in mala parata, perché gli è stato detto tranquillamente che non c'era niente di prezioso. Nell'altro l'anziana ha invece sentito odore di bruciato e ha telefonato a Hera per chiarimenti. E nel mentre il ladro è scappato via afferrando solo la sua borsa con 60 euro. Il fatto è stato denunciato comunque ai carabinieri ed è stato segnalato su Facebook anche dalla polizia municipale per prevenzione. «C'è stata la reazione giusta – commenta il sindaco Gian Domenico Tomei – nella gente deve passare il messaggio che dalla porta di casa non entra nessuno che non sia conosciuto».

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