Gazzetta di Modena

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Dehors, guerra aperta a quelli irregolari

di Alfonso Scibona
Dehors, guerra aperta a quelli irregolari

I gazebo non conformi dovranno essere smontati. Il tecnico Turrini: «Alla fine subiranno danni e disagi i piccoli esercenti»

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Parte anche a Sassuolo la “guerra dei dehors”, dei gazebo, di quelle strutture davanti agli esercizi pubblici, disciplinate da un regolamento comunale del 2013, ma non conformi. Una battaglia con diverse tappe, ultima delle quali lo smontaggio di alcune strutture proprio in questi giorni (oltre a quello avvenuto nell'ultima domenica di ottobre al Pin Up di pizza Martiri Partigiani). Un regolamento che prevede alcune limitazioni e detta precise misure e caratteristiche per chi vuole montare queste strutture. Ade esempio, in via Mazzini, un bar ed una pizzeria hanno il dehor ed è in regola. Le limitazioni riguardano la zona del centro storico, ad esempio il “cannocchiale verso il palazzo ducale”, dove rientrano sia il suddetto Pin Up che anche un altro bar, in via Battisti, primo tra coloro che avevano montato la struttura e primo anche a doverla smontare. «La vicenda risale effettivamente a due anni fa– dice il professionista Carlo Turrini, che ha tra i clienti sia la “Tazza d'oro” di via Battisti che altri esercizi in periferia – ed è stato proprio in quell'anno che l'ufficio urbanistica ha approntato il regolamento, ispirandosi a quanto facevano a Bologna ma con maggior inasprimento in caso di mancato rispetto delle norme. Il regolamento, approvato dal consiglio comunale, ha valore anche in periferia dove negli ultimi giorni sono arrivate ordinanze di smontaggio, pena verbali salatissimi, da effettuarsi in tempi ridotti a 48/72 ore. Alcuni miei clienti lo hanno fatto, ma credo che oltre al regolamento servano anche altre componenti, prima tra tutte quella “sensibilità” nei confronti di chi lavora e di chi offre un servizio aggiuntivo alla clientela del proprio bar». Visto il malumore che ha provocato ci sono speranze di cambiare queste norme?

«Personalmente ho presentato una serie di documenti per dimostrare che il regolamento può essere migliorato – ha aggiunto Turrini – e spero che vi siano anche differenze sostanziali tra centro storico (in particolare il “cannocchiale verso il palazzo ducale”) e la periferia. In alternativa qualcuno ha già adottato un tipo di ombrellone che rientra nella casistica predisposta dal Comune nel 2013. Sono fortemente convinto, in ogni caso, che anche la tipologia che è stata smontata era di fatto regolare, soprattutto in qualche caso». Intanto a pagare, anche in materia di acquisto e montaggio ai tempi in cui tutto era più liberamente fattibile, sono ancora una volta i piccoli imprenditori titolari dei bar e delle pizzerie interessate. Qualcuno ha deciso di adeguarsi, con l'acquisto dell'ombrellone, altri rimangono ancora in attesa che possa sbloccarsi una vicenda che anche a Modena ha visto una serie di interventi dell'amministrazione comunale ed una lotta per la chiusura e l'abbattimento di strutture simili a queste che oggi a Sassuolo sono fuori norma.

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