Fatture e non ticket da pagare: l’Ausl spiega il boom di solleciti
L’Ausl esige i pagamenti di prestazioni antiche, effettuate più di dieci se non quasi venti ani fa. Importi con un po’ di mora e l’aggiunta di cinque euro per il disbrigo della pratica stessa. E chi...
L’Ausl esige i pagamenti di prestazioni antiche, effettuate più di dieci se non quasi venti ani fa. Importi con un po’ di mora e l’aggiunta di cinque euro per il disbrigo della pratica stessa. E chi riceve questi inviti al pagamento cade dalle nuvole, dice di non capire che ormai sono richieste “scadute” perché sono già trascorsi dieci anni.
Ma l’Ausl non molla e fa capire che non c’è davvero nulla di “sorprendente” in queste richieste di pagamento perché non sono sorprese, non appaiono dal nulla ma vengono dopo una serie di solleciti. Nel tempo infatti l’interessato raggiunto dalla lettera, riferiscono all’Ausl, ha ricevuto altri solleciti simili ma evidentemente non aveva mai preso la decisione di saldare il conto. Ma ciò che più interessa all’Ausl è chiarire che non si tratta di pagamenti per il ticket, bensì di fatture, di note di addebito. L’Azienda sanitaria modenese, riferendosi all’ultimo dei casi che abbiamo trattato, quello del sollecito arrivato a casa di un sassolese dopo 17 anni, un invito a pagare 32 euro di prestazione, chiarisce che «non si tratta affatto di ticket, ma di una nota di addebito relativa al certificato per porto d’armi rilasciato nel 1998 dal Servizio Igiene Pubblica del distretto sanitario di Sassuolo, per il quale l’Ausl aveva già sollecitato il pagamento, non ancora effettuato nonostante il sollecito, Ciò comporta una situazione creditoria che l’Azienda è tenuta ad esigere».
In sostanza si tratta di prestazioni sanitarie come la visita per ottenere il porto d'armi o quelle che si devono obbligatoriamente sostenere qualora si eserciti una attività pubblica nel settore alimentare oppure visite per il libretto sanitario (almeno alcune visite e relative certificazioni un tempo erano obbligatore). Il “foglio” che arriva a casa è una fattura, dove non viene spiegata l’origine dell’importo richiesto. Diverso è il caso del ticket non pagato: dopo un certo tempo arriva un sollecito in cui si spiega dove, come e perché dell’importo non pagato.
Comunque sia l’invio dei solleciti funziona: Nel corso del 2015 l'Ausl ha verificato le posizioni creditorie esistenti fino alla fine del 2013: sulla base dei solleciti inviati sono stati riscossi oltre 240mila euro, di cui 50mila relativi a posizioni precedenti al 2005.
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