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Ospedali di Modena: scatta il piano d’integrazione tra Policlinico e Baggiovara

di Francesco Dondi
Ospedali di Modena: scatta il piano d’integrazione tra Policlinico e Baggiovara

Sei mesi di lavoro sull’analisi di fattibilità poi tre anni di sperimentazione in vista della fusione. E per le scuole oltre 9 milioni per sistemarle. In città si punta forte sul nuovo polo Madonnina-Frank Marconi

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MODENA. Stefano Bonaccini lo dice con orgoglio mentre osserva, insieme alla sua giunta, le immagini di Enzo Ferrari e Luciano Pavarotti proiettate al Mef: “Questa è Modena”, esclama il presidente della Regione. Lo esclama con amore, questa è ancora la sua terra. E c’è un pizzico di fierezza anche quando indica il Modenese come l’area che potrà fare da traino al resto dell’Emilia Romagna: «La disoccupazione sta calando - spiega - il settore edile vive ancora un periodo duro, ma la manifattura sta dando risultati eccellenti soprattutto in termini di esportazioni. E visto che qui abbiamo comparti all’avanguardia nei settori della meccanica, della meccatronica e dei motori posso pensare che il cuore dello sviluppo sia radicato in questa terra, che può trascinare il resto della regione».

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Una terra che sperimenta, il modenese. Lo ha fatto durante il sisma, lo farà anche in ambito sanitario con la più che futuribile fusione tra Policlinico e Baggiovara: due grandi poli ospedalieri che sempre più si integreranno. La richiesta fatta dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli è ormai realtà e la delibera operativa viene firmata proprio in municipio a Modena, a due passi dalla Ghirlandina, durante una delle tappe del tour della giunta regionale in terra geminiana. La road map operativa ha finalmente delle date certe: «Nei primi sei mesi del 2016 - spiega l’assessore alla Sanità, Sergio Venturi - lavorerà un gruppo tecnico sull’integrazione tra i due ospedali. Alla fine dello studio sarà informata la Conferenza sanitaria, spero entro il 30 giugno e da quel momento partirà la sperimentazione vera e propria, che durerà tre anni. Si tratta di un percorso che potrebbe anche portare alla fusione dopo 20 anni di parole».

Venturi snocciola numeri (100 milioni investiti in 10 anni; 18 solo nel 2015; 40 per i danni del terremoto; 43 per Baggiovara e Policlinico; altri 10 in arrivo il prossimo anno) ma soprattutto guarda al futuro della sanità, glissando sui 112 posti letto da tagliare. «Non si toccano servizi - dice - Noi abbiamo indicato una strada e abbiamo chiesto ai singoli ospedali di valutare il reale utilizzo dei posti letto. Sostanzialmente non cambierà nulla: magari i posti in Day Hospital diventeranno ambulatoriali, con la presenza comunque di medici, infermieri e professionisti. È vero, serve ridurre la dotazione di posti letto in un’ottica di riconversione di strategie e target».

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Il presidente Stefano Bonaccini osserva soddisfatto. Al suo fianco c’è il sindaco Muzzarelli, che fa gli onori di casa e ritrova diversi ex colleghi di giunta regionale. Ha dato la scossa, il primo cittadino e la creazione di un’unica Ausl e di un solo polo ospedaliero cittadino sa bene che potrebbe dare ingenti benefici operativi, azzerando le polemiche nel resto della provincia sugli ingenti stanziamenti limitati a Modena. Soldi che invece arriveranno a pioggia per l’edilizia scolastica. Sono 38 gli interventi programmati con i fondi europei a cui si aggiunge la costruzione - subordinata al nullaosta ministeriale - di una nuova scuola nella zona dell’ex Mercato Bestiame che darà una sede innovativa e tecnologica alla primaria Frank Marconi e all’infanzia Madonnina. Spesa: 3,8 milioni di euro.

Entrando nel dettaglio dei fondi “mutui Bei” e restando sui più costosi: 3,2 milioni per il completamento della nuova primaria “Mattarella” di Modena; 2,1 milioni per l’ampliamento dell’istituto superiore “Meucci” di Carpi; 1,3 milioni per la copertura del cortile interno, sala polivalente e palestra della primaria Fanti e secondaria Pio di Carpi; 623mila euro per la palestra del polo scolastico di Frassinoro; 600mila euro per la costruzione del nuovo plesso scolastico di Vignola.

«Sono soldi - chiosa l’assessore alla Scuola, Patrizio Bianchi - che vanno al di là di quelli del terremoto. A Modena il numero degli iscritti è in crescita e ciò ci fa ben sperare e dà stimolo per offrire strutture adeguate e funzionali allo studio».

La Giunta ha una gran voglia di lavorare e di arrivare ad intercettare tutti i fondi disponibili, arrivino dallo Stato o dall’Europa. Questa è la missione che la squadra di Stefano Bonaccini si è data e che persegue. Ma servono progetti concreti su cui lavorare, come i bandi sull’agricoltura che verranno presentati nel pomeriggio a Pavullo oppure la Legge regionale sulla Memoria presentata a Carpi insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti. Oppure come l’idea di ristrutturazione e sviluppo gastronomico di Villa Sorra, ma per cui il presidente chiede un progetto vero e concreto al sindaco di Castelfranco. Perché con poche risorse a disposizione bisogna fare delle scelte, il periodo degli aiuti e dei favori a tutti sembra finito.

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