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Spaccio a Finale, presi i quattro capi

Spaccio a Finale, presi i quattro capi

Gestivano lo smercio al dettaglio: il marito usava la moglie per le consegne. I carabinieri mappano la rete dei consumatori

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FINALE. Oltre un anno di indagini, accertamenti, intercettazioni e acquisizioni di testimonianze e quando l’accusa è diventata solida e convincente ecco la richiesta al gip Andrea Romito, firmata dal pm Marco Imperato, di poter arrestare i quattro capi dello spaccio finalese. Ieri mattina è scattato il blitz tanto atteso: oltre 40 carabinieri, supportati da un’unità cinofila di Bologna, hanno bussato alle loro abitazioni, portando in caserma il 60enne Jody R. e la moglie 51enne Donatella V., presi nella loro abitazione di Massa, insieme al 38enne Gaetano T. e al 24enne Francesco R., bloccati a Finale. Nella rete dei carabinieri di Finale è finito anche un magrebino di Copparo, da cui si rifornivano occasionalmente: in casa aveva 150 grammi di hascisc.

Ma l’operazione dell’Arma ha un ulteriore valore informativo perché dalle intercettazioni e dalle future analisi dei telefoni sequestrati sarà possibile mappare tutta la rete dello spaccio e degli acquirenti finalesi e massesi con evidenti conseguenze anche per i giovani e più assidui compratori.

L’inchiesta, oltre che all’arresto dei cinque spacciatori (solo la donna andrà ai domiciliari mentre tutti gli altri sono in carcere), ha portato alla scoperta anche di droga, soldi e armi. A Massa, in casa di Jody R. e della moglie, i carabinieri hanno trovato un etto di hascisc e 50 grammi di marijuana custoditi sotto vuoto. L’uomo deteneva illegalmente anche una pistola con matrice abrasa, oltre che 10mila euro ben nascosti. La coppia aveva escogitato un interessante sistema di spaccio: lui, arrestato a marzo 2014, non voleva più essere fermato durante le consegne e così si occupava di gestire i rapporti telefonici con i clienti. Era invece Donatella V. ad uscire di casa per soddisfare le richieste dei consumatori al dettaglio.

Nell’altro filone di indagine - Jody R. e Gaetano T. si conoscono ma non avevano affari in comune - l’Arma ha invece accertato come il 38enne fosse alla guida di un gruppetto di ragazzi, tra cui Francesco R., che si dedicavano alla consegna dello stupefacente. Ieri mattina si è quindi assistito ad un intenso via vai di carabinieri tra le abitazioni di via Costrignano, dove vive uno spacciatore e via Cappuccini, in una casa nella disponibilità di un altro degli arrestati. Per il 38enne è anche scattata l’accusa di tentata estorsione avendo pesantemente minacciato un tossicodipendente e la famiglia di quest’ultimo, perché aveva pagato lo stupefacente con 50 euro falsi.

Le indagini dei carabinieri di Finale sono partite nel giugno 2014 quando venne fermata e arrestata una giovane ragazza di Massa: addosso aveva un etto di hascisc nascosto nella maglietta. È stata quella la scintilla che ha dato il “la” all’imponente attività di verifica, culminata con il blitz di ieri.

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