«Un referendum inutile: cittadini imbrogliati»
Il sindaco Benatti: «A tutti è arrivato il questionario e io non mi dimetto» La replica dei 5 Stelle: «Deve andarsene e faremo un esposto in Prefettura»
MIRANDOLA. «Ho grande rispetto per chi è andato a votare. Ne ho meno per chi ha giocato su bugie e sulla paura. Che il referendum fosse inutile io l’ho detto 5 mesi fa, sono stati buttati 65mila euro e, oltretutto, è stato impostato sul prendere in giro la gente. Non so, poi, come faccia il Movimento 5 Stelle ad aver calcolato il 20% di comunicazioni non inviate alle famiglie…». Il giorno dopo lo storico referendum sull’ospedale, il sindaco Maino Benatti è un fiume in piena. La consultazione popolare ha sfiorato il quorum, con un’affluenza che si è attestata al 44,06% con 7981 cittadini votanti contro i 9058 necessari perché il referendum fosse valido.
«A tutte le famiglie è arrivato il questionario per andare a votare. Verificheremo che cos’è successo con le Poste che il 3 dicembre hanno iniziato la consegna delle comunicazioni che avrebbe dovuto essere ultimata il 10 - prosegue il sindaco - Tuttavia, il raggiungimento del 44,06% di affluenza non può che rappresentare uno stimolo a lavorare per il nostro ospedale anche se il Movimento 5 stelle l’ha usato per dare una spallata all’amministrazione. Io non mi dimetterò di certo: se devo rassegnare le dimissioni quando non è stato raggiunto il quorum, qualora fosse stato invece conseguito avrei dovuto emigrare all’estero?».
Il primo cittadino indica tre direttrici su cui ci si muoverà. «Il documento del comitato territoriale, la lettera all’assessore inviata dopo il percorso partecipato e l’ordine del giorno votato in consiglio comunale - continua Benatti - sulla base di questi documenti continueremo il nostro lavoro più convinti di prima».
Una reazione, quella del sindaco, che manda su tutte le furie gli esponenti dei 5 Stelle che confermano di voler depositare un esposto in Prefettura sul mancato recapito delle comunicazioni alle famiglie, e la richiesta di dimissioni, annunciata da Nunzio Tinchelli nel corso della seduta del consiglio comunale di ieri sera, nonostante la “presa d’atto del referendum” avverrà il 22.
«Dopo un risultato così eclatante, le dimissioni sono un dovere morale», chiosa il consigliere M5S.
«Il referendum è stato un successo nell’affluenza e nel desiderio di partecipazione per tutelare un ospedale come il Santa Maria Bianca che domenica ha ricevuto più voti dello stesso sindaco - risponde la consigliera regionale Giulia Gibertoni - La scelta è così chiara che la paura probabilmente resterà ben presente nella maggioranza, sia in Comune, sia in Regione, ed è giusto che sia così perché nonostante tutti i tentativi nessuno ha potuto oscurare un risultato così forte e coeso. Chi canticchia vittoria poi è patetico. Contenti loro. Non c’è proprio alcuna vittoria nel togliere servizi ai cittadini e declassare l’ultimo ospedale rimasto nell’Area Nord. Ora però è necessario entrare nei dettagli: capire perché una quantità di convocazioni imbarazzante non è mai giunta nelle case dei mirandolesi e pretendere le dovute risposte da chi ora sembra maldestramente gioire pur avendo danneggiato una comunità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
