Vittima dei bulli, cambia scuola a Modena
Tagliano ciglia e sopracciglia a un bambino, i genitori lo trasferiscono. La preside nega le accuse
MODENA Ritorna a casa da scuola con ciglia e sopracciglia tagliate dai compagni di classe. Protagonista di questo atto di bullismo è un bambino che frequentava, fino a pochi giorni fa, una scuola primaria di Modena. In seguito a questo episodio increscioso, che sarebbe il più grave di una serie di soprusi, il ragazzo è stato trasferito in un altro istituto. Il caso è emerso grazie a una lettera scritta dai genitori del bambino alla direzione didattica, in cui hanno spiegato di avere notato un “buco” nella sopracciglia destra del figlio.
«Sorpresa da un'azione insensata come tagliarsi le sopracciglia, ho sgridato il bambino, davanti al maestro, per questo pericoloso gesto. - spiega la madre nella lettera - Intorno alle 23.30 mio figlio si è svegliato con un urlo. Teneva la mano sull'occhio destro e gridava: - Ahi! Mi fa male. Mi fa male! - Si trattava di un grido emesso con veemenza, e ripetuto. Emergeva da un incubo. L'episodio ha lasciato tutti i membri della famiglia sconcertati. Il mattino dopo mi sono recata al lavoro, come sempre alle sei e trenta, tutt'altro che tranquilla. Mia madre mi ha chiamata segnalandomi che il bimbo si è alzato piangendo con la mano sull'occhio: gli ha messo una benda per coprirlo e abbiamo deciso che era tempo di capire cosa fosse accaduto. Mia madre, mio padre e mio fratello, con i quali abito, hanno provato ad indagare con lui, scoprendo che non solo la sopracciglia era tagliata ma che risultava tagliata anche buona parte della ciglia».
Solo dopo un lungo colloquio con i nonni, il bambino, con molta fatica, ha confessato che non era stato lui a fare questo gesto ma un altro bimbo, sostenuto da un compagno. Il giovanissimo studente ha rivelato di non avere detto nulla per paura.
«Infatti, l'autore del gesto gli aveva detto che se avesse parlato lo avrebbe picchiato. - aggiunge la madre - Mio figlio aveva già segnalato atti di derisione, anche un calcio, da parte di questi due bambini ma, siccome non sono solita colpevolizzare gli altri bambini, gli avevo sempre detto che, se erano accadute cose di questo tipo, forse anche lui non si era comportato bene nei loro confronti. Ovviamente questo episodio molto grave cambia le cose».
A questa lettera inviata alla direzione didattica ne è seguita una seconda, di sollecito: c’è stato un incontro con la preside, circa un paio di settimane dopo il fatto, a trasferimento del bambino in un’altra scuola già avvenuto. La famiglia ha richiesto e ottenuto un incontro con una referente dell’assessorato all’Istruzione, «poi sono seguite alcune telefonate dicendo che si stava valutando la situazione» aggiungono dalla famiglia del bambino.
Da parte sua, la preside della scuola modenese dove si è verificato il fatto denunciato dai genitori di questo bimbo - da noi contattata - respinge le accuse al mittente.
«Quando ci è stato segnalato l’episodio - risponde la preside - ci siamo mossi immediatamente per attivare tutte le verifiche del caso. E siamo arrivati alla conclusione che il bimbo in questione sia arrivato ad armeggiare da solo con le forbicine. Non abbiamo sottovalutato per nulla l’episodio e, anzi, abbiamo provveduto subito ad interpellare tutti coloro che avrebbero potuto ricostruire la vicenda, ma non sono emersi casi come quello segnalato dalla famiglia. La rappresentante dei genitori, poi, ha espresso rammarico per il trasferimento del bambino: si sarebbero potuti fare altri tentativi di riconciliazione. Inoltre, nelle quarte e nelle quinte, visto che il bullismo è tema di attualità, stiamo organizzando incontri con una psicologa».
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