Falsi guadagni, indagini su una bancaria
Mirandola. La dipendente della Credem millantava rendite astronomiche ai clienti: tutto falso. L’istituto scopre il raggiro
MIRANDOLA. Si occupava dei rapporti con i clienti di alto livello, quelli che potevano permettersi imponenti investimenti finanziari per ottenere rendite importanti. E aveva conquistato talmente tanto la loro fiducia che veniva considerata come l’unico punto di riferimento all’interno del Credem, di fatto evitando di consultare le (vere) comunicazioni della banca, ma fidandosi di quelle (false) che la bancaria consegnava a mano. Rapporti in cui venivano millantate rendite astronomiche, che toccavano picchi del 30%. Esemplificando: il cliente affidava alla donna - ora assente dal lavoro causa malattia - 100mila euro e a distanza di un anno credeva di aver guadagnato fino a 30mila euro di interessi. Una situazione che non rispondeva però alla realtà dei fatti e che, sommando tutti i casi finora scoperti, porta ad una stima di mancati guadagni che sfonda il milione di euro.
Va precisato che non ci si trova di fronte ad un caso di ammanchi e appropriazione indebita. Dall’indagine interna avviata da Credem - è stato l’istituto, nei controlli periodici a scoprire quanto stava accadendo - non risultano finora soldi sottratti ai clienti. Diventerà quindi interessante capire il motivo per cui la bancaria abbia organizzato la falsa comunicazione.
Si tratta comunque di almeno 15 clienti coinvolti nell’operazione, cinque dei quali hanno già avanzato formale reclamo. Sono stati già tutti contattati dalla banca, che ha spiegato, carte alla mano, la loro reale posizione finanziaria. Servirà tempo, però, per andare fino in fondo alla vicenda e presto del caso potrebbe occuparsene anche la magistratura, non appena Credem depositerà la denuncia.
«La vicenda riguarda una quindicina di clienti della zona di Mirandola di cui cinque hanno avanzato formale reclamo - conferma Credem - Contestano una presunta difforme rendicontazione da parte di un dipendente su “extra rendimenti” delle posizioni, rispetto alla documentazione ufficiale della banca. Il contraddittorio con tali clienti è pertanto circoscritto a presunti “rendimenti” maturati sugli asset che non trovano peraltro riscontro nei guadagni espressi dai titoli detenuti nelle relative polizze. L’analisi sino ad oggi effettuata non ha portato all’emersione di fenomeni di appropriazione indebita. Nessuna irregolarità è stata riscontrata inoltre per tutti gli altri clienti, già incontrati dalla banca, che erano seguiti dal dipendente. L’auditing interno della banca sta ricostruendo l’intera vicenda, anche al fine di darne piena informativa all’Autorità Giudiziaria affinchè vengano appurate tutte le eventuali responsabilità, essendo precisa volontà dell’istituto, anche quale soggetto danneggiato, di fare piena luce sull’accaduto», fanno sapere dal Credito Emiliano.
Francesco Dondi
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