Gazzetta di Modena

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Modena: non paga l’affitto e intanto gestisce un dormitorio per badanti

di Carlo Gregori
Una badante si prepara per sloggiare dall'appartamento-dormitorio
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Una badante si prepara per sloggiare dall'appartamento-dormitorio

Con lo sfratto di un inquilino moroso da tre anni in via Fattori a Modena si scopre che l'appartamento “ospitava” cinque povere badanti che lo pagavano mille euro al mese. L'inquilino che gestiva il dormitorio abusivo è scappato con un debito di 13mila euro, mentre le bandanti sono finitre in strada. L'ufficiale giudiziario si commuove di fronte alla loro disperazione e telefonando conoscenti generosi trova per due di loro una sistemazione

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MODENA. Se esiste una storia di Natale modenese per quest'anno difficile, può sicuramente avere come protagonisti un furbacchione, cinque badanti slave indigenti e un ufficiale giudiziario di gran cuore. Ieri mattina, dopo due anni di attesa per la proprietaria, è avvenuto lo sgombero di un appartamento occupato da un inquilino moroso da tre anni.

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Si è così scoperto che l'alloggio era stato diviso in stanze-loculi da anni subaffittate abusivamente a cinque badanti dell'Est Europa. Stanzette misere, poco riscaldate e con luci fioche che l'inquilino, nel frattempo sparito all'estero, assegnava a queste povere donne prendendo soldi senza titolo. Una volta portate le badanti in strada, l'ufficiale giudiziario si è commosso per la loro disperazione: quelle donne non avevano un tetto e è riuscito da solo a trovare un alloggio dignitoso ad almeno due di loro telefonando a conoscenti e amici.

Lo sfratto era ormai esecutivo, il giudice aveva firmato tutte le carte e ieri mattina davanti alla palazzina di via Fattori si sono trovati l'ufficiale giudiziario Luca Rossi e l'avvocato Giovani Battista Cuoghi, che assiste la proprietaria, una modenese.

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L'appartamento da sgomberare era affittato da anni a un egiziano: S.M. L'inquilino non aveva pagato le mensilità d'affitto ben tre anni, aveva un debito di 13mila euro e quindi doveva andarsene. Ma quando l'ufficiale ha suonato il campanello, ha aperto la porta si è affacciata una slava che ha spiegato che il suo convivente non abitava più lì, era tornato in Egitto.

L'ufficiale e l'avvocato sono entrati per notificare lo sfratto e ordinare lo sgombero. Ed è stato in momento che hanno fatto una scoperta sconcertante. L'inquilino che non pagava la pigione da tre anni in realtà subaffittava tre stanze a cinque povere badanti dell’Est chiedendo 200 euro a ciascuna ogni mese. Insomma, ogni mese l’egiziano non pagava l’affitto e incassava anche mille euro. Le condizioni di vita di quelle donne erano a dir poco misere e sacrificate, pigiate in squallide stanzette-dormitori.

Non si può certo dire che fosse un alloggio sano e igienico, quell'albergo senza stelle, ma non per colpa della proprietaria o colpa loro bensì proprio per le ristrettezze di spazi e di servizi in comune. Sulle prime, le badanti non avevano capito cosa stava succedendo, anche perché avevano avuto fino ad allora rapporti solo con la compagna dell' “inquilino d'Egitto”.

Ma quando sono state portate in strada e l'ufficiale ha spiegato che dovevano sgomberare al più presto i beni per liberare la casa sono cadute nella disperazione. La più anziana si è messa a piangere, mentre le altre spiegavano che non avevano un tetto per dormire neppure quella notte. Non conoscevano nessuno che le potesse ospitare. Che cosa ne sarebbe stato di loro?

Così Luca Rossi ha smesso i panni dell'ufficiale giudiziario severo e implacabile e, commosso, con alcune telefonate a generosi conoscenti modenesi ha trovato un alloggio per due di loro, mentre altre tre sono tornate nel pomeriggio dopo aver cercato ieri sera un tetto di fortuna per passare la notte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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