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Quei frantoi da dismettere e ancora lì

Quei frantoi da dismettere e ancora lì

I dubbi di San Cesario e Spilamberto: «In cambio dello smantellamento solo quote in più di ghiaia da cavare. E in futuro?»

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SAN CESARIO. Che fine hanno fatto i buoni propositi di smantellare gradualmente i frantoi lungo i fiumi Panaro e Secchia? A farsi questa domanda, e ad attendere una risposta, sono state Sabina Piccinini e Paola Forghieri, rispettivamente capogruppo della lista “Nuovo San Cesario” e presidente della lista civica “Spilamberto libera e responsabile”, che in questi giorni hanno inoltrato una lettera al presidente della Provincia, Gian Carlo Muzzarelli, per avere una risposta a riguardo.

«Tra gli obiettivi fondamentali del vigente Piano delle attività estrattive approvato dalla Provincia nel 2009 - rilevano Piccinini e Forghieri - figura il graduale smantellamento dei frantoi attualmente presenti lungo i fiumi. Un obiettivo certamente condivisibile se mirato a restituire ai cittadini un paesaggio fluviale oggi martoriato dalle attività di frantoio e dal traffico pesante dei camion di ghiaia. Ad oggi, in prossimità degli alvei fluviali sono presenti ben 22 impianti, di cui 7 insediati lungo il Secchia e 15 lungo il Panaro. Ci piacerebbe davvero credere che alla scadenza del vigente Piano delle attività estrattive, i nostri fiumi possano finalmente essere liberi da scheletri di frantoi e fanghi tipo “sabbie mobili”. Peccato che l’attuazione di questo obiettivo sembra più che altro dipendere dalla convenienza dei cavatori ad utilizzare i “bonus” di ghiaia che la Provincia ha concesso in cambio. Peccato che, già nel 1994, la Provincia nel suo “Documento guida modalità di trasferimento frantoi” definì di “urgente ricollocazione” i tre frantoi presenti lungo il Fiume Panaro in territorio di San Cesario (Frantoio San Cesario, Frantoio Maccaferri e Frantoio Lamces). Oltre vent’anni sono passati, ma i frantoi sono ancora lì. Per ottenere la dismissione del “Frantoio San Cesario” situato in via Modenese, l’amministrazione provinciale e comunale hanno concesso ai cavatori l’escavazione di un “bonus” di circa 400mila di metri cubi di ghiaia presso il Polo estrattivo 9 di via Graziosi. Il “bonus” di ghiaia è già stato abbondantemente scavato ma il frantoio non è affatto orientato verso la chiusura… Per ottenere la chiusura del vecchio frantoio “Maccaferri”, ancora presente lungo l’asta fluviale ad Altolà, si concede in cambio un volume cavabile di 450mila metri cubi di ghiaia, pari a quasi un milione di euro di valore di mercato. Tale ghiaia verrà scavata presso il Polo Provinciale 8 in una zona tutelata dal Piano regionale di tutela delle Acque… Per ottenere la dismissione del frantoio “Ex Lamces” in via Roversi presso Altolà, si concede presso il Polo 9 di via Graziosi l’escavazione di centinaia di migliaia di metri cubi di ghiaia. Prima di continuare a procedere con “proposte allettanti” nei confronti dei titolari delle attività estrattive, sarebbe forse meglio effettuare un’approfondita verifica del rispetto degli accordi presi». (m.ped.)

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