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Verolino dinasty Trama e ordito di Modena in arte

di Arianna De Micheli
 Verolino dinasty Trama e ordito di Modena in arte

Tappeti e arazzi: papà “re” dell’antiquariato E il figlio inaugura venerdì una sua galleria

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MODENA. Ho sempre desiderato un tappeto volante. Ecco perché qui, nel cuore di Modena, al civico 70 di via Farini angolo piazza Roma, consumo il mio dolce Natale in anticipo. So per certo che ognuno di questi tappeti mi porterà in un mondo magico. Anche senza sollevarsi da terra.

Poi il pensiero corre all'arazzo dei Gonzaga che della collezione Raffaele Verolino è fiore all'occhiello di inestimabile valore.

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Di Verolino ce ne sono due, padre e figlio, e di omonime gallerie ora ne esistono addirittura tre. Da oltre trent'anni nome importante nell'ambito dell'antiquariato di pregio, Verolino senior, alias Raffaele, in materia di arte tessile non teme rivali. In patria e oltreconfine. Nella sua villa ottocentesca alle porte della città, baluardo in equilibrio tra sogno e quotidiano tangibile, l'antica scuderia è diventata showroom. Ossia, per i cultori del tappeto e dell'arazzo prezioso, un giardino dell'Eden colmo di frutti proibiti ai comuni mortali.

È' però grazie a suo figlio Antonio, laureato a Parma in conservazione dei beni culturali e “cresciuto” negli Stati Uniti, che il regno dei tappeti si fa contemporaneo. Anno 2011. In piazza Roma, incantevole salotto urbano risorto oggi a nuova vita non senza intoppi, nasce Verolino Contemporary. L'intenzione è chiara: offrire tappeti che, seppur firmati da designer di fama internazionale e rigorosamente annodati a mano, risultino a misura di cliente (leggi abbordabili).

«Sono tappeti di edizione - spiega Raffaele - oggetti di design di alta qualità che conservano il sapore del manufatto antico».

Antonio ci mette molto di suo. Progetta intere collezioni poi realizzate nei laboratori “di famiglia” presenti in India, Nepal, Marocco, Turchia. Quindi, forte della propria competenza nonché dell'esperienza e del sostegno del padre, va oltre. E conquista il suo momento.

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Venerdì prossimo apre infatti i battenti la Galleria Antonio Verolino le cui proposte saranno ospitate da Contemporary. Punto di partenza di un percorso inedito che al felice confronto con l'arte tessile chiama artisti contemporanei del calibro di Luigi Ontani, Enzo Cucchi e Joe Tilson, la neonata galleria del 34enne Antonio a fine gennaio sarà protagonista ad Arte Fiera 2016. A Bologna i Verolino debutteranno con una monografica dell'inglese David Tremlett, genio del wall drawing per l'occasione prestato al tessile di cui saranno esposti anche i disegni.

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Tremlett in Italia è noto, tra l'altro, per avere restaurato in tandem con Sol Le Witt la “Cappella del Barolo”, in origine SS. Madonna delle Grazie, piccola chiesa mai consacrata ora vestita di puro colore. Una chicca imperdibile per chi viaggia nelle Langhe. Se il buon giorno si vede dal mattino… «Per questa occasione dobbiamo ringraziare Luca Massimo Barbero, nostro mentore nonché direttore dell'Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Cini di Venezia», puntualizza Raffaele. Per poi aggiungere: «Ho un debito di riconoscenza nei confronti di mio figlio. È infatti merito di Antonio, della sua passione e lungimiranza ma anche di un'innata capacità di entrare in sintonia con gli artisti e di comprenderne le sfumature, se tutto questo è stato possibile. L'espressione artistica dei nostri tempi è il suo campo. Mi ha fatto scoprire un mondo che sino ad oggi ignoravo. O di cui conoscevo solo una minima parte».

Per Antonio il primo vero banco di prova è alle porte: l'esordio all'ombra della Ghirlandina con Mode 2, uno dei maggiori street artists europei. Una scelta coraggiosa patrocinata dal Comune.

Come pensi che reagirà la città?

«Per quanto difficile, Modena è una piazza capace di apprezzare le idee innovative. Io mi sono formato a Miami e New York ma ho deciso di tornare dove conservo le mie radici. Sono infatti convinto che qui ci sia spazio per una proposta di ampio respiro come la nostra. L'esposizione che inauguriamo venerdì è il primo passo di un work in progress in costante evoluzione. Credo molto in una risposta positiva da parte sia della città sia del “classico” collezionista. La collaborazione con Mode 2, artista straordinario originario dell'isola di Mauritius attivo a Londra negli anni Ottanta e che oggi vive a Berlino, è nata in occasione di “The Bridges of Graffiti”, evento collaterale alla Biennale di Venezia. Mode ha concepito un arazzo che dal mio punto di vista è un biglietto da visita ideale».

Che cosa ne pensate di Piazza Roma nella sua “nuova” veste pedonale?

«Piazza Roma è bellissima. L'effetto scenografico è infatti notevole. Tanto da commuovere l'anima. Impossibile restare indifferenti e suppongo di parlare anche a nome di mio padre. Ma non ci si può limitare al giudizio estetico o al coinvolgimento emotivo. La nostra speranza è infatti che questo prezioso spazio oggi restituito ai cittadini venga valorizzato al meglio. A breve, ma anche sulla lunga distanza».

In che modo?

«Facendone culla privilegiata di arte e cultura».

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