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Assalto in sala giochi, tutti presi

Assalto in sala giochi, tutti presi

Spilamberto. Almeno quattro rapine per la banda di specialisti che ha sequestrato i clienti del “Lucky”

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SPILAMBERTO. Incappucciati, armati di spranghe e anche di una pistola, immobilizzavano clienti e gestori delle sale giochi, legandoli mani e piedi per svaligiare le macchinette e poi fuggire, a volte su auto rubate agli stessi clienti. Erano queste le modalità di alcune rapine messe a segno in sale slot e videolottery fra il il Modenese e il Bolognese, con una violenza esaltata dal fatto che, spesso, durante gli assalti i banditi erano sotto l'effetto di cocaina. La banda è stata sgominata dai carabinieri della compagnia di Borgo Panigale, al termine dell’indagine “Scacco Matto” coordinata dalla Procura di Bologna (Pm Domenico Ambrosino e procuratore aggiunto Valter Giovannini) e di Modena (Pm Claudia Natalini). In manette sono finiti quattro romeni e un kosovaro, età fra i 28 e i 31 anni, tutti residenti a Bologna anche se il loro raggio d'azione si sarebbe esteso a tutta l'Emilia.

I cinque fermati rispondono della rapina alla sala giochi “Lucky” di Spilamberto, assaltata il 24 novembre quando furono sottratti circa 3mila euro e l'auto di un cliente. Ma i carabinieri li sospettano di almeno altri tre colpi dello stesso tipo messi a segno a partire da settembre (bottino complessivo oltre 30mila euro), oltre che di alcuni furti con “spaccata” in esercizi commerciali. Quattro banditi sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria all’indomani della rapina di Spilamberto, il quinto è stato raggiunto da un fermo disposto dall’autorità giudiziaria. Sono accusati, a vario titolo, di rapina aggravata in concorso e sequestro di persona.

Al momento degli arresti, i militari hanno recuperato la pistola utilizzata nella rapina, risultata essere un’arma giocattolo. L’indagine è stata ribattezzatata “Scacco matto” - hanno spiegato gli investigatori- da un lato perché il capobanda era conosciuto con il soprannome di “Imperatore”, dall’altro per le modalità con cui gli uomini dell’Arma hanno dovuto lavorare, cercando di decifrare e anticipare le mosse dei rapinatori.

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