San Vincenzo a Modena satura di gas, la chiesa ha rischiato di esplodere
Allarme serale nella chiesa di San Vincenzo a Modena per una perdita di gas. Ricerche immediate per scoprire le cause della fuga di gas che aveva saturato la chiesa facendo correre il rischio di una devastante esplosione. L’impianto parrocchiale è a posto
MODENA. Tragedia sfiorata ieri sera nella chiesa di S.Vincenzo dove una fuga di gas, al momento di origine ignota, ha saturato l’edificio sacro. «Sarebbe bastata una scintilla per far scoppiare tutto» hanno detto con gli occhi al cielo i fedeli della zona. Via Gherara, via Modonella ve ngono chiuse al traffico con la Polizia Municipale.
Allarme partito da Zara. Nel tardo pomeriggio sono gli addetti dell’Emporio Zara che facendo la spola tra il palazzo dove c’è il punto vendita in via Emilia e il magazzino satellite in via Gherarda, sentono puzza di gas. Il caratteristico odore di uovo marcio, l’odorizzante che viene aggiunto al gas per sua natura incolore e inodore, è la spia che qualcosa non funziona a dovere. Interviene una delle funzionarie che lavorano nell’amministrazione di Zara, una giovane di Siviglia, che parla un perfetto italiano. Giusto il tempo di capire che sta succedendo qualcosa di grosso a poca distanza dall’emporio e subito fa chiamare i vigili del fuoco.
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Tempismo provvidenziale.
Il caposquadra capisce che non si tratta della solita fuga di gas. Con i suoi uomini e il personale di Hera che era già sul posto e con i volontari della parrocchia entra in chiesa. «Ho dato subito disposizione di aprire tutte le aperture - dice ancora a tarda sera mentre il lavoro è ancora al culmine - C’era gas ovunque, in ogni centimetro della chiesa sino a due metri da terra. L’urgenza maggiore era quella di dare aria al locale». Una scelta provvidenziale che ha messo in sicurezza la chiesa
Ricerche frenetiche. Subito dopo le ricerche per identificare l’origine di una fuga di gas, così ampia da riempire centinaia di metri cubi, diventano se possibile ancora più frenetiche. I rilevatori frugano nella cassetta che ospita all’esterna il contatore; è l’ultimo modello a disposizione, installato appena un mese fa. Niente, nessun segnale. Risalendo la guaina di protezione che risale oltre i dieci metri e arriva sul tetto dell’edificio nella centralissima via Gherarda, non si rileva nulla e così pure nelle piccole caldaie accese per l’ultima volta domenica per la messa con il vescovo. «Per forza - dicono i due volenterosi parrocchiani che curano la manutenzione - chiudiamo sempre le valvole di sicurezza alla fine dell’unica messa domenicale».
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Porta scomparsa, mistero
I pompieri setacciano i muri tra i magazzini occupati da zara, l’androne e la chiesa, alla ricerca di un apertura che giustifichi il passaggio del gas. Alle 21.30 l’urlo di gioia per il ritrovamento di un’apertura scomparsa, semicoperta da un muro da una parte e da un armadio dall’altra. Nessuno sapeva nulla. Ma la caccia alla fuga di gas non è ancora finita, una perdita di quelle dimensioni è un incubo anche per il parroco don Gianni Gherardi.
Saverio Cioce
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