Così Modena è sempre più smart
Tra i nuovi progetti la creazione di un centro dati all’avanguardia
«Modena è digitale poiché possiede una delle prime e più antiche reti civiche d'Italia».
È questa la frase con cui si è aperto l'incontro organizzato da Modena Smart Community dal titolo “Smart City, un incontro per capire l'internet delle cose”, mercoledì nella Sala di Rappresentanza del Municipio e che ha celebrato il ventennale dalla nascita di Monet, quella prima rete civica che ha fatto di Modena una città profondamente innovatrice in quello che nel 1995 era un settore nascente.
Di trattare del suo stato di attuazione e di inserire l'incontro all'interno di quel percorso di partecipazione del Comune all'Agenda Digitale Regionale si è occupato nel suo intervento l’assessore Ludovica Carla Ferrari, già animatrice del circolo del Pd “Smart city ed Europa” e tra i coordinatori del forum provinciale sulle Smart city.
L'assessore ha presentato dunque gli aggiornamenti sullo stato di attuazione del “Primo piano Smart city”, strutturato in 18 punti, a 18 mesi esatti dalla sua approvazione, il quale prevede la copertura della città con 190 punti a banda ultra larga senza vincoli di utilizzo, l'ampliamento dei punti di accesso al wifi libero e gratuito della rete ModenaWiFi, misure di monitoraggio della vita digitale del territorio modenese, un progetto di accatastamento del sottosuolo necessario per incrementare la velocità e l'efficienza della banda larga e infine la creazione di un Data center territoriale, vero e proprio archivio digitale, una parte del quale dedicato alla conservazione della memoria audiovisiva della città. Il quadro della situazione che ne è fuoriuscito ad un anno e mezzo di distanza vede Modena in una posizione mediana tra dato medio nazionale e quello europeo. In altre parole, operando una proporzione tra i parametri nazionali ed europei del digitale, Modena occupa una posizione di vertice in Italia ma risulta ancora troppo indietro rispetto alle medie europee.
Inoltre la nostra città occupa un'ulteriore posizione predominante rispetto agli altri 9 capoluoghi per l'impegno profuso nella partecipazione alla costituente digitale dell'Agenda digitale regionale, la quale rientra nella strategia per rendere sistematico un efficace approccio all'innovazione di maggiore condivisione tra pubblica amministrazione e cittadini. L'incontro ha visto la partecipazione e l'intervento attivo di numerosi esperti del digitale, i quali hanno presentato le azioni e i piani di sviluppo da attuare in concerto con la pubblica amministrazione mediante iniziative di sensibilizzazione al digitale rivolte ai cittadini modenesi. Tra i temi trattati ha rivestito particolare spessore quello della scuola digitale da attuarsi entro il 2025 mediante lo sviluppo della banda ultra larga.
Marcello Vaccari
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