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Credem di Mirandola, bruciati milioni di euro dalla bancaria sospesa

Credem di Mirandola, bruciati milioni di euro dalla bancaria sospesa

L’avvocato di alcuni clienti accusa l'impiegata di aver nascosto le perdite derivanti dalle operazioni sbagliate

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MIRANDOLA. Sono almeno 15 i clienti che stanno facendo i conti con l’allegra gestione dei loro risparmi da parte della bancaria del Credem, ora in malattia. Lei non ha sottratto soldi, ma - stando a clienti - ha contribuito a bruciare milioni di euro, organizzando investimenti assai rischiosi. E i clienti - molti dei quali si sono rivolti, anche tramite il passaparola, all’avvocato Letizia Vescovini - stanno cercando di capire cosa possa essere accaduto. Le indagini interne alla banca continuano per arrivare ad una definizione completa del problema, ma le modalità operative sono ormai delineate. La dipendente era autonoma nella gestione dei facoltosi clienti. Di fatto rispondeva soltanto a se stessa, portando a fine anno sempre apparenti grandi performance operative. O meglio, poteva dimostrare all’istituto di gestire un portafoglio clienti di valore, che però non faceva il paio con le rendite che effettivamente poteva garantire.

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Con un sistema strano, fatto di fiducia, brogliacci e prospetti falsificati, la donna aveva in pugno i clienti a cui prometteva - e in corso d’investimento prospettava - guadagni anche del 30%. A quanto viene raccontato dagli stessi investitori, però, la situazione era molto diversa: affidandosi a strumenti speculativi “a leva” aveva sì la possibilità di raggiungere performance raddoppiate o triplicate, ma vicerversa, sbagliando la strategia, dimezzava il capitale investito. Ed è quanto accaduto nell’ultimo periodo, ossia da quando ha smesso di rispondere alle chiamate e a farsi negare ai clienti, finendo poi per restare a casa in malattia. Di contro ci sono persone che hanno bruciato centinaia di migliaia di euro che al momento non riavranno, salvo che in fase di processo civile un giudice imponga alla banca di rifondere. Ma Credem parte da un punto di partenza: le comunicazioni vere - e non quelle falsificate della bancaria - sono sempre state inviate con puntualità.

Francesco Dondi

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