Castelfranco, il papà fa bloccare il funerale del figlio
Cerimonia rinviata in extremis e il pm ordina nuove verifiche sulla morte del bambino. Il padre è arrivato solo pochi giorni fa dal Ghana e chiede un'approfondimento sugli ultimi momenti di vita del piccolo Emanuel: è stato ricoverato con gravi problemi respiratori
CASTELFRANCO. Sono passati 16 giorni da quando Emanuel Acheampong è morto al Policlinico di Modena. Il bambino di 8 anni, che viveva con la madre a Gaggio, era stato trasportato in condizioni disperate dopo un grave problema respiratorio. Ma ancora non è possibile né dargli l’ultimo saluto e neppure avere la certezza delle cause della morte del ragazzino. Oggi, infatti, si sarebbero dovuti tenere i funerali a Gaggio.
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Esequie rinviate. Era tutto fissato con appuntamento alle 12 per proseguire poi per il cimitero locale dove Emanuel avrebbe potuto riposare in pace. Ed invece, in extremis, ieri mattina è arrivata la comunicazione della medicina legale alle onoranze funebri Zucchelli, che si devono occupare della cerimonia: le esequie sono rinviate a data da destinarsi su ordine della procura di Modena.
Il Pm ha disposto un supplemento di indagine. Il motivo? Il padre del bambino, arrivato soltanto nei giorni scorsi dal Ghana, ha chiesto e ottenuto di avere tutte le delucidazioni del caso sulla morte del figlio. Vuole sapere cosa sia davvero accaduto quel sabato mattina, quando Emanuel si è sentito male in casa e la madre è corsa in strada per chiedere aiuto.
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E per dare una risposta definitiva sulla vicenda - dopo che in paese si sono alimentare storie più o meno fantasiose - il pubblico ministero che si occupa del caso e ha acquisito l’informativa della polizia municipale di Castelfranco, ha disposto ulteriori accertamenti sulla salma. Non sono bastate, quindi, le prime analisi effettuate poco dopo il decesso; serviranno esami più approfonditi. Solo allora sarà possibile dare l’ultimo saluto allo studente delle scuole elementari di Gaggio, dove i compagni, per rendergli omaggio, hanno depositato fiori, disegni e pensieri sotto le finestre della sua classe. (fd)
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