Inalca, raggiunto l’accordo Assunti 909 ex dipendenti
Si è conclusa con una fumata bianca la trattativa tra Inalca e i sindacati per l’assunzione a tempo indeterminato di 909 dipendenti. «Inalca, tramite la propria controllata al 100% Gescar Srl...
Si è conclusa con una fumata bianca la trattativa tra Inalca e i sindacati per l’assunzione a tempo indeterminato di 909 dipendenti.
«Inalca, tramite la propria controllata al 100% Gescar Srl - annuncia il Gruppo Cremonini - previo accordo con le organizzazioni sindacali, ha assunto a tempo indeterminato gli ex dipendenti del Consorzio Euro 2000 e Cooperativa King Service. Tali lavoratori da giugno erano assunti con contratto a tempo determinato da una società di lavoro interinale (la Trenwalder, ndr). L’assunzione riguarda 909 lavoratori distribuiti negli stabilimenti di Ospedaletto (571), Modena (198), Rieti (122) e Avellino (18): l’intesa è stata siglata da Fai-Cisl e Uila-Uil, mentre la Flai-Cgil si è divisa, sottoscrivendo l’accordo a Ospedaletto e Rieti e non a Modena. L’accordo è stato poi sottoposto alle assemblee dei lavoratori di tutti gli stabilimenti che lo hanno approvato. Il mancato pagamento da parte dei Consorzi dello stipendio di aprile 2015 e l’annuncio che anche quello di maggio 2015 non sarebbe stato erogato, ha costretto Inalca, che aveva comunque regolarmente adempiuto ai propri impegni, a risolvere in data 31 maggio 2015 il contratto con i suddetti Consorzi. In quel momento Trenkwalder aveva assunto i lavoratori a tempo determinato: in questi mesi Inalca ha individuato e condiviso con i sindacati le soluzioni compatibili con le esigenze dei lavoratori e quelle tecnico-produttive, arrivando alla proposta di assunzione a tempo indeterminato».
All’appello manca la firma di Flai-Cgil Modena: «È come fosse un appalto di Inalca a sé stessa – aveva dichiarato due giorni fa il segretario Marco Bottura – un appalto senza pudori, per il quale non si dichiara uno straccio di piano industriale. Un auto-appalto che potrebbe aprire la strada a un nuovo modello organizzativo tra le imprese del settore e non solo. Questi sono i motivi per cui non intendiamo sottoscrivere accordi sindacali che sanciscano queste operazioni»
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