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L’Ance: «Meno vincoli e lavoriamo col pubblico»

L’Ance: «Meno vincoli e lavoriamo col pubblico»

La collaborazione tra imprese private e amministrazioni locali al centro di una giornata di dibattito dedicato alle grandi opere sul territorio

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Ieri al convegno in Confindustria "Partenariato pubblico-privato, una risorsa per gli investimenti pubblici" si è discusso del futuro della città, ma c'è stato anche il tempo di scherzare.

Vincenzo Di Nardo, vicepresidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) ha ricordato in modo ironico: «Forse il parcheggio Novi Park poteva essere più piccolo e le Soprintendenze non possono bloccare i lavori per mesi per un semplice osso di cane del passato». Il convegno dei costruttori Ance Modena, nel giorno della loro assemblea annuale, hanno anche chiamano a raccolta le istituzioni .

L'assessore ai lavori pubblici Giacobazzi ha ricordato: «La partnership con il privato oggi è indispensabile per gli enti pubblici che hanno obiettivi impossibili da raggiungere solo con le finanze della comunità. La sussidiarietà è fondamentale». Per “partenariato pubblico privato” s’intendono diverse forme di cooperazione tra settore pubblico e settore privato, attraverso le quali le rispettive competenze e risorse si integrano, per garantire il finanziamento, la progettazione, la costruzione e la gestione di opere pubbliche.

Tra gli strumenti che al convegno sono stati illustrati c'è la “finanza di progetto”, oggi sempre più utilizzata, anche perché la costante riduzione delle risorse pubbliche, oltre a frenare complessivamente lo sviluppo, ha fortemente contribuito ad accentuare la crisi, soprattutto nel settore edile.

Il partenariato pubblico-privato, nonostante la complessità operativa, può rappresentare un valido strumento per aggredire l'impasse in cui si trova l'edilizia.

E la giornata di lavori è servita anche a illustrare gli strumenti a disposizione delle imprese e della pubblica amministrazione per operare in regime di partenariato.

«Stiamo discutendo - spiega Stefano Zaccarelli, presidente Ance Modena - tra imprese e amministrazioni pubbliche. Posso dire che a Modena, tutto sommato, si sta ancora bene anche se anche qui dobbiamo riqualificare e occuparci di rigenerazione urbana».

Che di partenariato pubblico-privato ce ne sia bisogno emerge anche da alcuni numeri che sono stati diffusi dall’Ance. Dal 2009 al 2014, a livello statale, gli stanziamenti per infrastrutture e opere pubbliche sono calati del 33,6%. A livello locale i comuni, principalmente per le rigidità del Patto di stabilità, hanno dovuto decurtare gli investimenti del 47%.

«La velocità con cui evolve il mondo delle costruzioni - termina Zaccarelli - impone un cambio di passo e di mentalità. Stanno mutando i modelli di sviluppo dell'edilizia abitativa e di quella non residenziale, delle opere pubbliche, della riqualificazione urbana. Noi tutti dobbiamo avere il coraggio di innovare. Il partenariato pubblico-privato credo appunto sia anche per Modena una proposta vantaggiosa».

Stefano Luppi

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