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L’integrazione? Si parte dal volontariato a scuola

L’integrazione? Si parte dal volontariato a scuola

Dopo Parigi record di partecipazione dei genitori musulmani ai lavori di manutenzione alla primaria

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Giornata di integrazione “a sorpresa” nella scuola primaria San Giovanni Bosco di Modena. Quasi 100 genitori con bambini al seguito si sono ritrovati neui giorni scorsi per creare addobbi natalizi e rendere la scuola un posto più bello con piccoli lavori di manutenzione.

Di solito ogni anno a questa giornata partecipano solo una decina di genitori, ma questa volta, a detta di molti, è stata davvero particolare. «La nostra è una scuola di circa 370 alunni- racconta Bruno Maiolo, membro del comitato genitori - i paesi di provenienza sono i più disparati, dal nord Africa al sud America fino alle Filippine, siamo davvero molto eterogenei».

L’iniziativa è nata in modo spontaneo e si è sviluppata man mano, alcuni avvisi sono stati dati ai bambini per invitarli insieme ai genitori a passare una mattinata da dedicare all'abbellimento scuola.

«Davvero non ci aspettavamo tutta questa partecipazione! Abbiamo iniziato facendo colazione con delle paste- continua Maiolo - i bambini hanno aiutato nel fare qualche lavoretto, guidati anche da nonni che si erano uniti a noi, per poi andare con alcuni genitori a fare giochi di gruppo tutti in cerchio. Noi genitori abbiamo lavorato con molta energia conoscendoci meglio l’un l'altro. È stato davvero bello vedere tante persone di etnie così diverse con un obbiettivo comune, lavorare per il bene dei nostri figli».

Più della metà di quanti hanno preso parte all'iniziativa è di origini straniere. I bambini stessi una volta sentito dell’incontro, e all’indomani delle stragi di Parigi, hanno coinvolto i genitori chiedendo loro di partecipare: «Oggi è il mio unico giorno libero della settimana- avrebbe detto il padre di un bimbo nordafricano- ma per nulla al mondo avrei perso una giornata così bella».

«Alla fine eravamo esausti, ma felici - continua Maiolo- è il nostro modo di combattere ciò che è successo a Parigi e che succede in molti altri paesi quotidianamente, quasi fosse la normalità, con la nostra normalità, sedendoci a parlare noi genitori in primis e poi con i nostri bambini, riuniti, per dare un messaggio diverso».

Ad accompagnare gli alunni nei loro giochi, un genitore in particolare che fa il clown del sorriso per i bambini del reparto pediatrico dell'ospedale: «Eravamo tutto il mondo tra quattro mura- ha detto commosso un papà mentre lavorava- il mondo così come dovrebbe essere».

Martina Algeri

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