Salme e mazzette: i giudici chiamano l’Ausl
Il direttore Annichiarico dovrà spiegare per non fu fatto nulla per vigilare la necrofora di Baggiovara
Colpo di scena al processo per il presunto giro di mazzette tra una necrofora dell’ospedale di Baggiovara e alcune case di onoranze funebri modenesi. Ieri mattina la parte civile, la Cofim di Modena, ha chiesto e ottenuto dai giudici di chiamare a rispondere il direttore generale dell’Ausl Massimo Annicchiarico per sapere come mai la direzione non abbia mai preso provvedimenti concreti contro la dipendente segnalata più volte e alla fine anche denunciata. La testimonianza di Annicchiarico è un atto dovuto perché la legge prevede che di queste situazioni di possibile omesso controllo risponda l’ultimo dirigente pro tempore, quindi quello in carica. I fatti in realtà sono avvenuti tra il 2009 e il 2012 e quindi i direttori generali erano altri: Giuseppe Caroli e Mariella Martini.
Agli uffici generali che loro dirigevano arrivavano segnalazioni sull’imputata I.A., la necrofora addetta alle Camere ardenti di Baggiovara e alla vestizione delle salme. Persino il suo superiore, la responsabile dell’Ufficio camere ardenti aveva mandato una nota in cui sottolineava che erano arrivate segnalazioni di mazzette prese per favorire alcune onoranze funebri. Ma nulla fu fatto. E alle rimostranze della Cofim e di altre ditte di pompe funebri modenesi (quattro in tutto, ma solo Cofim si è poi costituita parte civile, assistita dall’avvocato Roberto Chiossi) seguirono risposte che non produssero alcun effetto concreto. Ecco perché i giudici vogliono sentire una versione chiara e ufficiale dell’Ausl di Modena. I.A. è imputata per concussione proprio perché, in veste di dipendente Ausl, era pubblico ufficiale. Il suo incarico la obbligava a star fuori dalle assegnazioni dei funerali. Tuttavia, secondo l’accusa non solo avvicinava i parenti del defunti per suggerire case di onoranze che poi si presentavano subito ai parenti, ma anche per prendere denaro per segnalazioni che producevano ingenti guadagni e alteravano la libertà di scelta di gente già scossa dal lutto.
Carlo Gregori
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