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Sfondano muro delle Poste di San Felice e rapinano le tre impiegate

di Valentina Corsini
Sfondano muro delle Poste di San Felice e rapinano le tre impiegate

Inquietante assalto di due banditi incappucciati ieri dopo la chiusura Entrano da un cortile interno, ma la direttrice riesce a fuggire. Bottino 400 euro

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SAN FELICE. Che la Bassa sia vessata da una criminalità crescente è un fatto purtroppo assodato. Ma lo scenario da far west che si è consumato ieri a San Felice, in centro storico e in pieno giorno, ha davvero dell’incredibile: una rapina a mano armata ai danni dell’Ufficio postale della centrale via Mazzini-piazza Castello, dopo l’orario di chiusura, con irruzione di due banditi da un muro interno, abbattuto.

Erano le 13,45, quando le Poste del paese sono state prese d’assalto dai due uomini incappucciati, presumibilmente spalleggiati da un terzo individuo, che si sono materializzati all’interno degli uffici in modo a dir poco sconcertante.

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Un colpo studiato da tempo, proprio per le modalità d’irruzione, che lasciano pensare ad un’approfondita conoscenza - e frequentazione - degli stabili attigui all’Ufficio postale. Ed è proprio da uno di questi, la vecchia sede dell’Ufficio tributi del Comune, che si sono fatti largo, entrando dal retro, dal borgo che si affaccia su piazza mercato. Che sapessero come e dove muoversi è presto detto: una volta usciti dall’ex Ufficio tributi, forzando una inferriata, si sono ritrovati in un cortile interno che dà proprio su una delle pareti esterne delle poste, quella che ospita i locali del bagno.

Da qui hanno tolto lentamente pietra dopo pietra dalla parete, cercando di crearsi un varco nel muro; opera forse compiuta nelle ore notturne e che hanno completato colpendo la parete indebolita con una bombola a gas, che ha di fatto consentito loro l’accesso all’Ufficio postale.

La direttrice al momento si trovava nel suo ufficio: allarmata dal chiasso, e resasi conto di ciò che stava succedendo, ha in qualche modo messo in sicurezza l’ingente somma di denaro che aveva fra le mani. Dopo di che, è corsa fuori dall’uscita secondaria, per dare l’allarme al vicino bar “Mokka”. Nel frattempo, all’interno della Posta si consumava la rapina. I due malviventi - uno dei quali brandiva in mano un’arma, coperta da uno straccio - hanno tenuto sotto scacco le tre impiegate, tutte donne, gridando di dar loro i soldi, con un forte accento slavo. Fortunatamente in cassa non c’erano grosse somme, e i malviventi si sono dovuti “accontentare” di un magro bottino: poco più di 400 euro.

Sul posto, si sono riversati dopo poco minuti sia i carabinieri che la polizia municipale, a sirene spiegate. Ma i due banditi si sono dileguati nel nulla. In un colpo che è apparso fin da subito come un vero e proprio assalto al fortino, inquieta la pianificazione. Tutto fa pensare infatti a come chi l’ha messa a segno frequentasse da tempo la zona, tenendola d’occhio e visitandola più volte per decidere orari e modalità.

Non hanno avuto abbastanza soldi per il loro Natale in famiglia: presto torneranno in azione nella Bassa, perchè è evidente che conoscono la zona.

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