Vittorio Sgarbi è stato salvato dai medici di Cardiologia
Il critico d’arte colto da una ischemia coronarica mentre rientrava in autostrada nel cuore della notte Il 63enne sottoposto ad un intervento di angioplastica. Lunedì è probabile una nuova operazione
Lui, spesso ipercritico, per quanto sentisse dolore, tendeva inizialmente a sottovalutare il tutto. Un malore, passeggero, che se ne sarebbe andato via con il passare dei minuti e dei chilometri. Ma parlando con l’autista, mentre l’autostrada scorreva dritta verso Bologna e Firenze, all’altezza di Carpi, ormai alle 4 del mattino, è scattato in lui l’allarme.
«Se avessi continuato verso Bologna sarei morto». Questa la frase dopo l’intervento al cuore e poi, passata qualche ora, una volta riposatosi, una volta impugnato cellulare e iniziando a messaggiare sui social, ecco che scrive: «Capre, sono ancora qui, non era da me andarmene al casello di Modena», segno inequivocabile che l’uomo ha definitivamente ripreso il cipiglio del personaggio.
Vittorio Sgarbi, il famoso critico d’arte di 63 anni, uomo mediatico e poliedrico, è stato ricoverato ed operato al Policlinico presso il reparto di Cardiologia diretto dal professor Giuseppe Boriani . Quel dolore al petto e il male al braccio altro non erano che un attacco di cuore, lieve ma comunque molto pericoloso.
Sgarbi rientrava verso la capitale dopo aver partecipato ad un 'gal' di Natale al Teatro Grande di Brescia, una manifestazione dedicata al Moretto e dopo aver visitato due chiese alle 2 del mattino (è una sua passione). Sgarbi si era messo dunque in viaggio verso Firenze. All'altezza di Mantova i primi sintomi: «Ho reclinato il sedile, ma quel male non voleva passare» ha detto.
«È stata la prontezza con cui è arrivata la chiamata al 118 che ha determinato la buona riuscita del nostro lavoro di équipe. In questo caso è il tempo che conta - spiega il direttore Boriani. Infatti non appena è arrivata la chiamata, l’operatore ha capito subito che non c’era il tempo per inviare un’ambulanza sul posto, magari al casello autostradale. sarebbe stato un passaggio inutile nelle operazioni..
E così si è messo a fare da “navigatore”. guidando l’autista sino al Policlinico, facendo uscire l’auto a Modena Sud con destinazione pronto soccorso.
Il dottor Carlo Cappello è stato il medico che ha “accolto” Sgarbi: «Appena è arrivato abbiamo subito inquadrato la situazione, quello che ci si presentava era un classico quadro ischemico e così abbiamo deciso di intervenire con gli altri colleghi di emodinamica, il professore Rosario Rossi e il dottor Fabio Sgura, per risolvere la situazione con un intervento di angioplastica».
Ma come è stato l’intervento? «L’angioplastica - ha spiegato ieri il direttore di Cardiologia - è una procedura che si fa inizialmente attuando una coronarografia, un esame in cui dalla arteria radiale viene inserita una cannula che va all’imbocco delle coronarie e le visualizza fa vedere questi rami che irrorano il cuore. In questi casi ci può essere un restringimento che può essere oggetto di trattamento con l’angioplastica coronaria, una condizione in cui un palloncino dilata dei restringimento».
Fattori di rischio sono l’ipertensione, il fumo, il colesterolo, il diabete, una eventuale predisposizione in generale questa è la patologia più comune nei paesi occidentali.
Dunque Vittorio Sgarbi ritornerà vulcanico come sempre ? «Un breve periodo di riposo e poi potrà ritornare alla sua vita attiva - spiega Giuseppe Boriani - Dopo un intervento di angioplastica si ritorna ad una vita normale, correggendo i fattori di rischio, con alcune norme di prevenzione, esercizio fisico, un buon stile di vita, si torna ad una normale attività professionale».
Sicuramente proprio tranquillo non resterà di sicuro. Già in ospedale, non apena si è ripreso, fin da subito il 63enne, attorniato da il suo staff, si è attaccato al cellulare e ha iniziato a postare. Tant’è che verso 12 il suo fedele smartphone è stato opportunamente messo a tacere, un breve black out imposto dai medici. Come ricorda il dottor Sgura: «Quando è arrivato nel cuore della notte, dal punto di vista clinico era molto sofferente, accusava un malessere generale, era molto astenico, si sentiva debilitato. Vedendo l’elettrocardiogramma ci siamo resi conto di dover andare subito in sala. Alle 4.24 abbiamo fatto l’intervento». Qualche giorno per stabilizzarsi e poi, come lo stesso Sgarbi ha annunciato nei suoi inteventi dal letto di Cardiologia, lunedì verrà sottoposto ad un altro intervento, probabilmente gli verrà applicato uno stent fisso al fine di evitare ogni occlusione.
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