Hera minimizza sul gas «Non ce n’è più traccia»
All’opera attrezzature di ultima generazione capaci di rivelare delle fughe ma nessuno è ancora riuscito a spiegare che cosa sia successo giovedì
Non è detto che la fuga di gas non ci sia stata ma siccome non ne è stata trovata l’origine, gli impianti degli edifici coinvolti erano in regola e da venerdì mattina a sera non sono state rilevate tracce di metano, ecco che il pericolo è scomparso.
Volatilizzato, letteralmente, come la sostanza che giovedì sera ha saturato la parte bassa della chiesa di S. Vincenzo mettendo in allarme vigili del fuoco, Hera e le autorità municipali. Sul posto, tra via Modonella e via Gherarda, è intervenuta anche la polizia municipale per bloccare le strade mentre con strumenti sensibilissimi si perlustravano contatori del gas e tubature.
Eppure i pompieri non hanno dubbi: «I nostri strumenti - ha detto ieri il caposquadra - davano a 40-50 la presenza di metano. Per questo ho fatto spalancare porte e finestre».
«Da ieri sera i nostri tecnici - sottolinea Hera in una sua nota - in accordo con i vigili del fuoco hanno svolto quattro verifiche all'interno della chiesa e nelle strade circostanti utilizzando anche tecnologie innovative. Tutte le ricerche di eventuali fughe di gas hanno dato esito negativo».
Una bolla di metano risalita dalle fogne? E dispersa come?
Domande per ora senza risposta. La del primo intervento era giunta giovedì sera, da parte dei vigili del fuoco, intervenuti su segnalazione del personale dello store Zara, a pochi metri di distanza dalla chiesa e nello stesso edificio che occupa da una parte la canonica e dall’altra il deposito-satellite dell’emporio di abbigliamento. La squadra di pronto intervento di Hera si è recata sul posto e, dopo aver messo in sicurezza i locali, ha svolto un'accurata verifica in chiesa, al termine della quale non sono state rilevate fughe di gas. Sempre in accordo con i pompieri i controlli interni all'edificio sono stati ripetuti nella prima mattinata di ieri e hanno di nuovo dato esito negativo sulle fughe di gas.
«I nostri tecnici - continua Hera hanno allora esteso le ricerche alla zona circostante, tra corso Canalgrande e strade limitrofe, senza rilevare problemi di fuoriuscite dalle reti.
In tarda mattinata la zona è stata ispezionata anche con l'utilizzo di un mezzo dotato di strumentazioni sofisticate.
Si tratta di dispositivi che utilizzano il laser per intercettare il metano disperso. Questo sistema consente di verificare la presenza di fughe con assoluta certezza. Queste strumentazioni hanno una sensibilità, e quindi una precisione di misura, di dieci volte superiore rispetto ai tradizionali».
Già quattro anni fa ci fu un caso analogo in via, dove gli abitanti di un condominio furono fatti evacuare dalle parti di via Leonardo da Vinci. Anche in quel caso nessuna conferma dagli strumenti. E ora, per tranquillizzare tutti, rispunta la tesi di un possibile rigurgito della fogna che ha canalizzato il fetore nelle condutture cotterranee verso la chiesa. (s.c.)
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