Il dossier dei Ris tra impronte, bottigliette e ritrovamenti
Il Guercino rubato a Modena resta la priorità investigativa dei carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio artistico, il ramo specializzato nelle indagini e nel recupero delle opere d’arte. I Ris...
Il Guercino rubato a Modena resta la priorità investigativa dei carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio artistico, il ramo specializzato nelle indagini e nel recupero delle opere d’arte. I Ris hanno terminato il “Dossier Guercino”: impronte digitali, tracce biologiche sulle bottigliette di acqua trovate durante un sopralluogo all’interno della chiesa, altri reperti finora tenuti segreti sono stati analizzati in laboratorio a Parma nell’arco di quest’anno. Sono tutti dati per ora “muti”, in attesa di essere confrontati con quelli di eventuali sospetti che capiteranno nel corso delle indagini. Allo stato attuale, dopo un ano mezzo dal furto risulta altamente probabile che la tela di quasi tre metri sia stata fatta uscire dal la porta laterale di San Vincenzo, in via Gherarda. Lo conferma il capitano Ciro Imperato della Tutela Patrimonio artistico dei carabinieri di Bologna: «È una questione di probabilità. D’altra parte, le telecamere puntate su corso Canal Grande non indicano alcuna passaggio vicino al portone di San Vincenzo, né gente che esce di lì. È quindi altamente probabile che i ladri abbiano portato fuori la tela dalla porta di via Gherarda».
La porta di via Gherarda ha però un problema: una ringhiera sollevata alta poco più di un metro dall’uscio, quindi uno spazio di manovra impossibile per una tela così grande. Spiega Imperato: «Infatti sospettiamo che, per farla uscire di lì, abbiamo arrotolato la tela. Speriamo solo che non l’abbiano fatta a pezzi».
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