L'assessore modenese Urbelli: «La priorità resta la lotta alle fragilità sociali»
Intervista all'assessore al welfare del Comune di Modena Giuliana Urbelli: «Rafforzeremo il ruolo di Portobello»
MODENA. In un periodo di crisi del welfare sociale e di risorse ancora scarse per gli enti pubblici, il tema della collaborazione fra volontariato e pubblica amministrazione è ancora più rilevante. Noi ne abbiamo parlato con l’assessore al welfare del comune di Modena Giuliana Urbelli.
Assessore Urbelli, è sempre più importante la collaborazione tra enti locali e mondo del volontariato in un’ottica sempre più di una progettazione di comunità che tenga conto dei bisogni raccolti.
«Il nostro obiettivo è quello di rafforzare, anche per il prossimo anno, il ruolo - in realtà già forte - del volontariato locale come soggetto attivo e indispensabile che affianca l'ente locale in primis nella progettazione ma anche nella gestione dei servizi. Il contributo del volontariato è infatti ormai rilevante nella realizzazione, in particolare, di progetti di sostegno alle fragilità sociali ed economiche».
Nel 2015 con Prefettura, Asvm e Forum Terzo Settore il Comune ha firmato un protocollo per la realizzazione di percorsi di accesso al volontariato per i migranti. Sono previsti progetti di rete “innovativi” anche per il prossimo anno, che avranno come soggetti richiedenti asilo e rifugiati?
«A Modena, dal 2001, è attivo un progetto per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati, in rete con il sistema nazionale Sprar - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, composto dalla rete degli enti locali che, con il prezioso contributo delle realtà del terzo settore, realizzano interventi di accoglienza per quanti arrivano sul territorio italiano in cerca di protezione internazionale. Date però le recenti evoluzioni politiche ed economiche internazionali che hanno intensificato gli arrivi di richiedenti asilo anche sui nostri territori il Comune di Modena, insieme ad associazionismo, volontariato e terzo settore, intende dare vita al nuovo progetto WelcHome: coniugando le parole accoglienza e casa, WelcHome sperimenterà l’accoglienza diffusa in famiglia ponendo al centro l’esperienza della relazione e della solidarietà dando vita ad una esperienza significativa per la persona accolta ma anche per la famiglia ospitante. Alle famiglie interessate il progetto WelcHome chiede di mettere a disposizione una camera autonoma nella propria abitazione per l’accoglienza della persona e la disponibilità a sperimentarsi in un progetto di ospitalità, condiviso con la rete organizzativa».
Altro tema su cui convergono gli sforzi degli enti locali e del volontariato è il contrasto alle povertà, e soprattutto alle nuove povertà.
«Abbiamo approvato il Bando pubblico per l'erogazione di contributi economici in tempo di crisi “Bisogni, risposte e responsabilità: un nuovo patto sociale” che ha previsto, per persone in stato di disoccupazione, mobilità o cassa integrazione, la possibilità di accedere ad un contributo economico mensile (di 300 euro) a fronte della sottoscrizione di un impegno a svolgere attività di pubblica utilità. C’è poi il sostegno, che proseguirà anche per il futuro, a Portobello, uno dei pilastri del welfare diffuso e del contrasto alle nuove povertà modenesi. Obiettivo è quello di rafforzare il ruolo di Portobello, ampliandone le dimensioni e le reti: la concessione di nuovi locali ed il sostegno economico legato alla copertura dei costi legati alla struttura vanno in questa direzione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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