Gazzetta di Modena

Modena

«Un circolo islamico aperto a tutta Zocca»

«Un circolo islamico aperto a tutta Zocca»

ZOCCA. Dopo le polemiche e l’interrogazione della Lega Nord, prende la parola Mohamed Ouafi, presidente dell’associazione Beith Allah. Per Mohamed, che vive in Italia da 25 anni, i timori legati al...

2 MINUTI DI LETTURA





ZOCCA. Dopo le polemiche e l’interrogazione della Lega Nord, prende la parola Mohamed Ouafi, presidente dell’associazione Beith Allah. Per Mohamed, che vive in Italia da 25 anni, i timori legati al centro islamico sono infondati: «Il nostro circolo - spiega - è nato come luogo dove ritrovarsi e stare insieme. Siamo circa 120 persone, ci conosciamo tutti, molti di noi abitano a Zocca da tanti anni. Non abbiamo niente da nascondere e non abbiamo mai avuto paura dei controlli, anzi ci fa piacere se qualcuno viene a vedere quello che facciamo. L’associazione è aperta a tutti: musulmani, cristiani, ebrei e laici».

Riguardo agli attentati di Parigi e al difficile contesto internazionale, il presidente della Beith Allah non ha dubbi: «Siamo i primi ad avere paura dei terroristi, quelli non sono musulmani ma mafiosi. Ciò che conta per noi è vivere in fratellanza, anche per questo teniamo fuori le distinzioni religiose fra correnti islamiche e certi discorsi estremisti».

Al circolo sono associate persone originarie del Marocco e dell’Algeria ma anche di Senegal e Pakistan, anche se il 35-40% di loro possiede già la cittadinanza italiana. Si fanno corsi di arabo e di cultura musulmana, preghiere o un po’ di chiacchiere. La maggior parte degli iscritti lavora a Modena e Sassuolo e deve affrontare ogni giorno un viaggio molto lungo. Poi ci sono i problemi legati all’educazione dei figli, tante volte difficili da gestire. E, non ultime, le questioni economiche: «L’associazione - spiega ancora Ouafi - non riceve aiuti economici da nessuno: non possiamo nemmeno permetterci un imam. Ci autofinanziamo: ogni associato dà un contributo in base al proprio reddito. Quei soldi servono a mantenere i locali e ad aiutare chi è disoccupato». L’ottimo rapporto con le autorità è confermato anche da Elena Corsini, responsabile della polizia municipale: «Non ho mai avuto problemi con l'associazione. Sono stata varie volte a fare dei controlli e ho sempre trovato persone molto disponibili ed educate».

Federico Covili

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google