«Cassa integrazione per i divieti imposti dal Comune»
Maranello. Sono 20 addetti di una società di nolo Ferrari Ricorso al Tar per il no a procacciare clienti vicino al museo
MARANELLO. «Tra dipendenti diretti e indiretti - spiega Nicola Pedretti della società privata Motor sport Maranello e di Y Lane - ho a casa per una settimana una ventina di persone. Le mie e altre società, per un totale di quattro, abbiamo fatto ricorso al Tar perché rispettare il regolamento del Comune sul divieto di procacciarsi clienti davanti al museo vuole dire chiudere e fare perdere il lavoro a queste persone». Il Comune da parte sua si dice tranquillo sul regolamento approvato dal Consiglio comunale e dice di attendere con “tranquillità” l'annunciato ricorso al Tar. Pedretti, ancora una volta, attacca sul regolamento comunale di Maranello e Fiorano. Nei giorni scorsi le sue addette sul piazzale in attesa dei clienti da convincere a guidare le Ferrari a noleggio - un affare per una decina di società pari a una dozzina di milioni di euro l'anno - sono state multate e l'azienda chiusa per una settimana. «Ora per fortuna la settimana è terminata - continua Pedretti - e possiamo riprendere il lavoro sulla promozione della nostra azienda. Per noi stanno lavorando avvocati penalisti e civilisti e vedremo ora cosa dirà il Tar sul regolamento, abbiamo fatto un esposto al Garante per la concorrenza e alla Presidenza della Repubblica che ha un ufficio apposito per queste vicende. Si tratta di una azione scomposta del Comune: noi abbiamo preso multe e controlli da vigili e in alcuni casi carabinieri, per procacciamento non consentito. Ma i comuni di Maranello e Fiorano ci fanno chiudere dalle 13 alle 15,30 mentre io bollo e assicurazione delle Ferrari li pago 24 ore al giorno. Non siamo dei fuorilegge, ma servirebbe un compromesso: ad esempio i dehors come avevamo anni fa». Il sindaco di Maranello, Massimiliano Morini sulla vicenda si dice tranquillo e spiega: «Il Tar? Già in passato il comune ha vinto e il signor Pedretti conosce il regolamento ed è l'unico che ricorre contro le sanzioni. Il regolamento va rispettato, è legittimo e gli altri suoi concorrenti lo fanno, altrimenti si viene sanzionati. Tutto molto semplice, occorre adeguarsi». La situazione resta dunque incandescente con sullo sfondo gli affari legati alla Rossa che genera anche questo indotto milionario. Certo che davanti al piazzale negli anni è successo di tutto e il Comune di Maranello con due regolamenti - il primo all'epoca del sindaco Bursi e quello odierno - tenta di porre rimedio. Tempo fa, infatti, due ragazze per accaparrarsi clienti si azzuffarono e in ogni caso davanti al museo visitatissimo c'erano problemi. Il caos che c'era qui rimandava a quel che accade davanti al Colosseo a Roma. Con i falsi gladiatori. Occorrerà buon senso più che manieri forti, forse.
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