Gazzetta di Modena

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Chi si ricorda dei volontari modenesi

Enrico Grazioli
Chi si ricorda dei volontari modenesi

Abbiamo dedicato ieri, con soddisfazione, un inserto centrale della Gazzetta al volontariato modenese che già ogni settimana ha un appuntamento fisso con la pagina “NoiCiSiaMO”.

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Abbiamo dedicato ieri, con soddisfazione, un inserto centrale della Gazzetta al volontariato modenese che già ogni settimana ha un appuntamento fisso con la pagina “NoiCiSiaMO”.

E’ un mondo di straordinario valore in una società infragilitasi come quella attuale, un supporto insostituibile nelle difficoltà, una luce nelle zone d’ombra di una comunità che da sola o con i mezzi convenzionali non ce la fa, più. Gente semplice e speciale quella del terzo settore: così speciale che nel raccontarsi sulle nostre pagine ha dispiegato impegni e programmi, risultati e idee di intervento silenziando quasi un dato di fatto, che per chiunque altro sarebbe diventato primo terreno di comunicazione: il progressivo ma drastico calo delle risorse a disposizione, che però ha spinto l’Associazione Servizi per il Volontariato a ripensare il proprio futuro più che ad alzare la voce per piangere o lamentarsi. Fondi dimezzati nell’arco di 5 anni e la prospettiva, dal prossimo, che i soldi potranno essere utilizzati solo per i servizi diretti alle singole realtà sul territorio (sono 500) e non più alla progettazione sociale.

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Che non è una fumosa parola da sociologi figli del ’68, ma l’architrave della sussidiarietà (insieme allo spirito di chi presta gratis la sua opera e il suo pensiero) o più semplicemente una forma di governo: nel senso di immaginare e costruire per quanto possibile un futuro in cui ci sia meno bisogno di intervenire sulla spinta dell’emergenza e nei limiti e nelle contraddizioni dell’occasionalità. Una forma evoluta di presenza sul territorio e di sua cura, coordinando e supportando le associazioni mentre day byday tengono tese e resistenti le maglie di una rete che protegge e raccoglie mille e mille debolezze.

Un lavoro oscuro, spesso sottovalutato: soprattutto al momento di finanziarlo, riconoscendogli il credito che merita alla sua partnership attiva, scambiando ancora quelli che dovrebbero essere considerati investimenti per una semplice e distratta elemosina: per la quale i volontari, brava gente, comunque ringrazierebbero, rimboccandosi le maniche e il cuore, così capaci di comprendere e perdonare. Anche quando non è giusto e non dovrebbe più succedere.

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