È morta la nonna travolta con i nipoti a Bomporto
Si è spenta dopo tre giorni di agonia, aveva 52 anni. Il dolore delle figlie: «Era eccezionale». Inchiesta per omicidio colposo
BOMPORTO. «Una donna eccezionale, che ha sacrificato la vita per la famiglia e che amava i suoi nipoti. Una supernonna, non meritava questa condanna...».
Le figlie raccontano in lacrime la madre che hanno perso: venerdì sera nel reparto di rianimazione di Baggiovara, Dallandyshe Stafa, 52 anni, nonna dei due bambini che sono ancora ricoverati in prognosi riservata, si è arresa alla condizioni disperate in cui versava da tre giorni.
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Da martedì sera, quando accompagnando i nipotini, stava attraversando la strada in centro a Bomporto, sulle strisce pedonali davanti al gommista di via Ravarino Carpi. Tornavano dal parco, e si dirigevano verso casa, in via Boito 10.
Li ha investiti una Lancia Stilo alla cui guida c’era un 76enne del posto, che si dirigeva verso il centro. Non li ha visti, li ha travolti senza frenare, scaraventandoli a qualche metro di distanza.
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Iris, 6 anni, iscritta alla prima elementare, ha riportato la frattura del bacino, di una costola e la frattura scomposta ad una gamba, per cui è stata operata. Andrea, 4 anni, scolaretto all’asilo, la frattura del bacino e soprattutto un gravissimo trauma cranico, che tiene ancora tutti senza fiato. Nonna Nyshi, come la chiamavano, nella caduta è finita contro un cordolo di cemento, con la testa. I sanitari hanno fatto l’impossibile per darle una speranza, in questi giorni di dolore per tutti.
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«Ci è venuta a trovare e ci ha contattato tanta gente - dice Vilma, una delle tre figlie, che vive e lavora a Modena - perchè mia madre è stata una donna eccezionale. Era in Italia da tre anni, dedicandosi con ogni energia all’aiuto della famiglia. Come ha fatto sempre, anche dopo la morte di nostro padre, avvenuta in ospedale a Bologna per una grave malattia quando noi eravamo ancora bambine ed ancora in Albania. Mamma ci ha cresciute con dignità, nella povertà e umiltà di una famiglia contadina dell’Albania. E mentre cresceva noi, accudiva anche il resto della famiglia, suoceri inclusi. Noi ci siamo rifatte una vita in Italia e abbiamo deciso di chiamarla con noi, a Modena, per darle l’opportunità di vivere una vita migliore, per stare a contatto coi nipoti, che l’adoravano».
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Dopo questa tragedia, la situazione giudiziaria si aggrava: ora l’anziano investitore sarà indagato quantomeno per omicidio colposo e lesioni gravissime. La salma della signora Dallandyshe si trova attualmente in Medicina legale, per gli accertamenti autoptici, a disposizione del magistrato che coordina le indagini della polizia municipale, intervenuta martedì assieme a polizia di Stato e vigili del fuoco.
L’auto dell’anziano invece era già sotto sequestro.
«Appena ci sarà possibile la porteremo nella nostra Albania - spiega la figlia - la sua terra, dove è cresciuta e dove riposerà per sempre».
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