Metanodotto a Serra: via libera della Provincia
Sarà realizzata dopo il completamento del ripristino ambientale a Montecuccolo Lunghezza di cinque chilometri. Confermato il passaggio al borgo di Cornazzano
SERRAMAZZONI. Dopo aver terminato tra fine anno e inizio 2016 il ripristino ambientale a Pavullo sul versante di Montecuccolo, Snam potrà aprire il cantiere per disporre la variante al metanodotto anche a Serramazzoni. La Provincia infatti ha appena sancito l'approvazione definitiva del progetto presentato lo scorso 4 novembre in Conferenza dei Servizi, dopo aver effettuato tutti gli approfondimenti tecnici, convinta dell'importanza del piano per l'approvvigionamento energetico di tutto il Frignano.
Si tratta del progetto già presentato a Serra nell'affollato Consiglio comunale del 27 ottobre scorso, dove diversi cittadini erano intervenuti proprio per conoscere i nuovi risvolti di un intervento che ha fatto molto discutere nell'arco degli ultimi due anni, suscitando proteste che hanno costretto Snam a rivedere più volte il tracciato.
Quello che viene licenziato adesso ha visto il ritorno sulla proposta originaria presentata dalla società nel dicembre 2013, abbandonando l'idea del micro-tunnel ma mantenendo sempre il passaggio nello storico borgo di Cornazzano, in un contesto storico-ambientale di pregio. Di qui le numerose prescrizioni a cui il Comune ha legato il suo via libera finale. Alla ditta viene chiesto tra l'altro di adottare “modalità d'intervento poco impattanti” e l'uso di piccoli escavatori fino all'intersezione con la strada di Cornazzano, che non dovrà essere modificata nelle sue caratteristiche strutturali e di riconoscibilità. A tutela delle falde, andrà poi effettuato “un piano di monitoraggio delle sorgenti più prossime al tracciato in località Cà dell'Alfiere e Cornazzano, con campionamento dell'acqua prima, durante e dopo i lavori”.
E anche i fabbricati dovranno essere sottoposti ad accertamenti costanti per evitare conseguenze. A tutela per eventuali danni, è stata chiesta una garanzia fideiussoria pari al valore delle opere di ripristino previste. Il tracciato avrà una lunghezza di circa 5 km (più del doppio di Pavullo), necessari secondo Snam per eliminare i rischi della vecchia condotta posta nella zona di Vaglio, a lato della Nuova Estense, considerata geologicamente instabile. Proprio questo aveva condotto nelle settimane scorse alla realizzazione di un bypass che secondo il Movimento 5 Stelle (che ha seguito passo dopo passo la vicenda) ha dimostrato come sia possibile intervenire sulla vecchia tubatura senza cambiare tracciato. Il gruppo ha espresso preoccupazione anche per i lavori di rimozione della vecchia condotta situata in un punto sensibile (a mezza costa) pochi metri sotto l'Estense. Ma i timori maggiori riguardano il taglio di piante nei boschi di Cornazzano e il rischio di compromissione degli acquiferi. Da parte sua, il Comune ha garantito che il cantiere sarà tenuto sotto costante osservazione fin dalla partenza, che a questo punto potrebbe essere fissata subito a primavera.
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