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«Non le dicevano che era morto»

«Non le dicevano che era morto»

Castelfranco. Il legale della famiglia: «Emanuel è deceduto alle 14, la madre informata solo in serata»

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CASTELFRANCO. Si sarebbero dovuti tenere ieri i funerali del piccolo Emanuel Acheampong, il bambino di Gaggio deceduto due settimane fa a causa di una grave crisi respiratoria. Ma le esequie sono state sospese, come racconta Gianpaolo Verna, l’avvocato a cui si è affidata la famiglia Acheampong: «I genitori di Emanuel - spiega Verna - vogliono conoscere la verità e capire perché loro figlio è deceduto. Finora non era stato effettuato nessun esame autoptico sulla salma del bambino, c’era solo un’informativa dei carabinieri depositata in Procura».

Tuttavia non erano stati svolti ulteriori accertamenti, tanto che era stata programmata anche la data dei funerali. Ora la madre e il padre, quest’ultimo rientrato da poco dal Ghana, vogliono più certezze sulle ultime ore di vita del figlio: «Il quadro clinico di Emanuel - spiega l’avvocato Verna - non era dei più semplici. Aveva subito alcuni interventi ed aveva sofferto anche crisi di epilettiche. Venerdì 27 novembre il bambino si era sentito male, così la madre lo aveva accompagnato dal pediatra. Nello studio medico c’era il sostituto che ha prescritto una cura a base di aerosol».

Il dramma la mattina successiva, sabato 28 novembre: «Emanuel ha iniziato a vomitare ed è stato costretto al ricovero in ospedale, al Policlinico, dove, però, la madre non ha mai ricevuto informazioni precise sulle condizioni di salute del figlio. Le veniva detto che erano in corso esami e accertamenti, così fino a sera quando le è stata comunicata la morte di Emanuel: ma il decesso è avvenuto alle 14. Perché questo ritardo?»

Ecco le motivazioni che hanno spinto la famiglia Acheampong a rivolgersi ad un avvocato: «Ho presentato un esposto, ora attendiamo gli esiti dell’autopsia».

La data dell’esame autoptico non è ancora stata stabilita.

Nel frattempo i necrologi che annunciavano il funerale di Emanuel sono stati coperti con un avviso di rinvio e, finché non verrà fatta luce sulle cause della morte, non verrà fissata nuovamente la cerimonia. Un tragedia che ha profondamente colpito la comunità di Gaggio, in particolare la scuola primaria frequentata da Emanuel, le Deledda, dove i bambini nei giorni scorsi, a modo loro, avevano regalato l’ultimo abbraccio al compagno, deponendo giocattoli e fiori ai piedi della finestra dell’aula dove Emanuel seguiva le lezioni. Per l’ultimo saluto, invece, si dovrà attendere ancora, almeno fino a quando non verrà certificata la causa del decesso e, soprattutto, eventuali responsabilità da parte dei sanitari che si sono presi cura di Emanuel nelle ultime ore della sua breve vita.

Giovanni Balugani

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