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Portobello, un Natale dal sapore amaro «I poveri non calano»

Portobello, un Natale dal sapore amaro «I poveri non calano»

Festa degli auguri in via Acqui con numeri preoccupanti «Attualmente sono seguite 1100 famiglie, 4mila persone»

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MODENA. «Sul tema della povertà non c’è stato un miglioramento». La frase è di Giuliana Urbelli, assessore al Welfare e alla Coesione sociale. Difficile quantificare i poveri a Modena. Tuttavia, c’è il dato sugli accessi ai servizi sociali. «Seguiamo circa settemila persone - ha ripreso Urbelli - per diversi tipi di sostegno che non si limitano alla povertà». L’assessore ha partecipato al saluto di don Erio all’emporio Portobello. Il vescovo ha apprezzato il mercato della solidarietà, ricordando come si possa fare molto in città. «Si possono cercare formule come quella di Portobello - ha spiegato don Erio - o altre, facendo progetti insieme che possano incentivare la capacità di chi riceve. Può essere un modo per creare sempre più un’accoglienza che non sia unicamente assistenziale, ma che attiri le risorse di chi viene accolto. Un modo con cui possa dare una mano, possa essere promosso come persona e non semplicemente soccorso».

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Un po’ come fatto da circa novanta persone che sono sia clienti dell’emporio sia volontari del progetto (sono centonovanta in tutto). L’assistenza offerta dalle 23 associazioni di volontariato coordinate da VolontariaMO va avanti. A due anni dal taglio del nastro, nel mese di giugno, erano 904 le famiglie che avevano usufruito dei servizi (3.330 persone in tutto). Le ultime cifre rivelano che le prime sono adesso 1.137 (+25,77%), i secondi sono 4.170 (+25,22%). I nuovi numeri, tuttavia, non significano aumenti delle famiglie che possono accedere contemporaneamente al servizio.

La cifra varia, ma oscilla intorno ai 250 nuclei accolti insieme. Passati i primi sei mesi dall’ingresso, inoltre, bisogna attenderne altrettanti per poter chiedere il rinnovo degli accessi. «Per ora sono abbastanza stabili - ha garantito Angela Artusi di VolontariaMO - non c’è stato un incremento per le festività. Per fortuna, non tutti presentano la richiesta di un secondo accesso». Se per alcuni la crisi è superata, per altri non è così. «Stiamo pensando di’istituire un gruppo d’acquisto popolare - ha ripreso l’assessore - che possa partire magari nel 2016». Un nuovo strumento di contrasto alla povertà.

«Quando si fa il bene - ha garantito don Erio - bisogna farlo bene». Il vescovo si riferiva al luogo, apprezzando nel progetto anche il sorriso sulle labbra dei volontari. Don Erio li ha ringraziati mentre diversi clienti erano alla cassa per “pagare” con i bonus la spesa e alcuni bambini giocavano. L’ospite ha ricordato alcuni appuntamenti del primo Natale modenese. «Celebrerò messa in carcere - ha concluso don Erio - poi alla Caritas a fine mattina. Alle 18 ci sarà la celebrazione in duomo. Ai modenesi auguro che non si spenga mai la candela della speranza. In questo momento ci sono tanti motivi di “buio”, però il Natale ci ricorda che la nascita è più importante di ogni male».

Gabriele Farina

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