“Sessant’anni di Beat e Rock” Il film accende l’auditorium
Una parata di vip del mondo del rock carpigiano e non solo ha tenuto a battesimo la presentazione del docufilm “On fire... 60 anni di Beat e Rock a Carpi”. Il film è nato dal libro di Maurizio Dente,...
Una parata di vip del mondo del rock carpigiano e non solo ha tenuto a battesimo la presentazione del docufilm “On fire... 60 anni di Beat e Rock a Carpi”. Il film è nato dal libro di Maurizio Dente, per la regia di Francesco Lodi Lancellotti, e ripercorre la vivacissima scena musicale tra le provincie di Modena e Reggio.
L’Auditorium San Rocco, venerdì, si è così trasformato nel palcoscenico di star osannate del mondo del rock locale e delle nuove generazioni di musicisti locali, giovani ma già affermati, raccontati attraverso il docu-film, non tanto con uno sguardo nostalgico, ma con piglio attento al futuro. Tanto che, come annunciato dallo stesso Maurizio Dente, «si pensa già a un secondo docu-film».
La certosina operazione di raccolta del materiale presentato nel documentario, possibile grazie anche alla collaborazione di Mauro Gualdi, ha consentito di ottenere un’opera prima di quasi tre ore.
Ma sono rimaste fuori oltre sei ore di preziosa documentazione non utilizzata che si potrebbe trasformare nel secondo film. Durante l’appuntamento, presentato da Pierluigi Senatore, hanno sfilato sul palco, raccontando aneddoti e “dietro le quinte” della scena musicale carpigiana personaggi quali: Cisco, Giorgio Cavazzoli, Francesco “Grillo” Grillenzoni dei Tupamaros, il pianista Carlo Guaitoli, che da anni accompagna Franco Battiato e tra poche settimane si esibirà al Comunale di Carpi, insieme al cantautore siciliano e Alice: i due artisti riprenderanno la storica collaborazione che debutterà proprio a partire dal Teatro di piazza Martiri.
Emozioni poi quando si sono riassaporati i ricordi di numerosi carpigiani che frequentavano la Grotta Azzurra, dove sono stati ambientati numerosi festival e sono passati big della musica italiana. Il rock ha sancito, forse per primo, il concetto di area vasta creando un gemellaggio spontaneo tra le province di Reggio e Modena. A testimoniarlo, l’artista correggese Fabrizio Tavernelli, già anima del gruppo musicale Afa, assiduo frequentatore della città di Carpi: «Venivo al Tuwat, questa piccola factory dove i Cccp si sono esibiti diverse volte e hanno conosciuto Fatur – aggiunge Tavernelli – non è vero che Carpi era la città dei paninari e Correggio quella dei punk».
Serena Arbizzi
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