Gazzetta di Modena

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Ciclisti violenti presi con un’app

di Adriano Arati
Ciclisti violenti presi con un’app

Dopo la lite con un’automobilista le avevano danneggiato la vettura: smascherati dai carabinieri

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Non ha solo misurato le prestazioni atletiche ma ha pure consentito di trovare due ciclisti violenti l’utilizzatissima applicazione per cellulari “Strava Gps Correre Ciclismo”. A settembre una coppia di appassionati di due ruote – un 50enne commerciante di Sassuolo e un 38enne artigiano di Castellarano – ha aggredito un’automobilista dopo un sorpasso ritenuto azzardato, colpendo il suo fuoristrada e minacciandola per poi scappare usando una ciclopedonale troppo stretta per i mezzi a motore.

I due erano probabilmente convinti che la storia fosse finita lì, ma a fregarli è stata la app da loro stessi installata sui propri cellulari per calcolare le proprie prestazioni, perché i carabinieri, confrontando i dati, sono riusciti a capire chi fossero i ciclisti presenti nella zona incriminata al momento dei fatti e da lì sono risaliti ai due aggressori, riconosciuti anche dalla vittima.

La storia inizia nei primi giorni del settembre scorso. Siamo sulla provinciale 27, la strada che da Baiso porta verso il Secchia e Roteglia. All’altezza del borgo di Fontanella, due ciclisti vengono sorpassati da un fuoristrada Toyota Rav 4 guidato da una donna. La manovra non viene per nulla apprezzata, la considerano azzardata e pericolosa per la loro incolumità e furibondi continuano la discesa. La pendenza accelera la loro marcia, il traffico intenso rallenta invece quella del Rav 4 e così pochi minuti dopo si trovano di nuovo davanti il fuoristrada. La reazione è scomposta, pugni e calci alla carrozzeria e al tettuccio e diverse minacce la donna al volante, che si spaventa e prende il telefonino per chiamare il 112. I due ciclisti capiscono di rischiare una denuncia e ripartono di gran carriera sino ad arrivare alla fondovalle Secchia e lì, all’altezza di Castellarano, imboccano una pista ciclo-pedonale costruita su un ponte sul fiume. È un percorso stretto adatto solo a bici e pedoni, che conduce verso San Michele sopra Sassuolo, e in questo modo fanno perdere le proprie tracce. I carabinieri di Baiso, infatti, arrivano in pochi minuti nella zona dell’aggressione ma non possono inseguire i ciclisti sul ponte, e la prima strada utile per attraversare il Secchia è a diversi chilometri. Tutto finito? No, perché i militari si informano sulle abitudini dei ciclisti amatoriali e scoprono che una delle mode del momento è “Strava Gps Correre Ciclismo”, una app per cellulari che tramite il segnale satellitare permette di calcolare le proprie prestazioni. È poi possibile condividere il cammino e le performance, per confrontarsi con altri appassionati. Un giro fra i dati di “Strava” permette di scremare i ciclisti che si trovavano in zona nel giorno “incriminato” e di stabilire chi vi fosse nell’orario dell’aggressione.

Così si arriva a poche persone, a due ciclisti solamente, che vengono riconosciuti dalla donna sia per l’aspetto fisico che per la divisa indossata, confrontabile anche grazie a Strava. A quel punto l’identificazione è completa, si tratta di un 38enne artigiano di Castellarano e di un 50enne commerciante di Sassuolo, e i carabinieri procedono alla denuncia per concorso in ingiurie, minacce e danneggiamento di automobile, sorprendendo il duo che pensava probabilmente di essersela cavata.

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