Le buone regole da seguire per non farsela fregare
Un vademecum per evitare i ladri di biciclette. E’ quello che campeggia su una delle pareti del deposito comunale di viale Monte Kosica, casa dei ragazzi della Ciclofficina Popolare. Perché se la...
Un vademecum per evitare i ladri di biciclette. E’ quello che campeggia su una delle pareti del deposito comunale di viale Monte Kosica, casa dei ragazzi della Ciclofficina Popolare. Perché se la passione per le bici ha bisogno di essere “Rimessa in movimento”, chi le bici le ruba necessita invece di una frenata decisa. Allora qualche consiglio in più, su come difendere la propria due ruote da mani fin troppo leste, non può che far bene.
Furti di biciclette: conoscerli per combatterli. Questo il titolo del manuale “a muro”, appeso a collettiva conoscenza dai ragazzi della Ciclofficina. Si parte dalle principali motivazioni del furto: rivendita al mercato nero (quindi mai acquistare bici di dubbia provenienza) o semplice esigenza d’utilizzo. Si passa poi ai più comuni metodi utilizzati dai ladri: taglio della catena, rottura del lucchetto, smontaggio dei componenti legati e manomissione del supporto. E poi ovviamente, le tecnologie e i metodi di sicurezza da far propri per evitare il furto: usare una buona catena e un buon lucchetto, adottare misure aggiuntive come dotare il mezzo di targa e chip e legare la bici in modo intelligente.
Su quest’ultimo punto, tre i consigli: scegliere un luogo ben visibile ed illuminato, legare la bicicletta ad un supporto fisso come un palo o una ringhiera e assicurarsi di averla legata tramite il telaio o una ruota.
Una vignetta sfata poi il più comune dei miti: non denunciare il furto perché inutile. Sbagliato. Fare denuncia è l’unico modo per dimostrare la proprietà del mezzo in caso di ritrovamento. (v.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google