Panaro e Secchia: lungo i ricordi del ducato Estense
Uno sguardo all’antica navigazione ripercorsa grazie alla bicicletta in un viaggio nella Bassa
MODENA. Con l’arrivo dell’inverno le giornate si accorciano, le temperature si abbassano e la voglia di uscire lascia il posto al desiderio di rimanersene al calduccio delle nostre case. In realtà ci sono diversi facili itinerari che si possono fare anche senza essere degli appassionati di sport invernali. Siamo infatti a descrivere una bella escursione da farsi in bicicletta che parte dalla città di Modena e si sviluppa lungo i due fiumi principali della provincia, il Panaro e il Secchia, con uno sguardo particolare ad un’antica via di navigazione, il Naviglio e ad un prodotto tipico della nostra terra, l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
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Partiamo dal centro della città, proprio dinanzi al Duomo. Con lo sguardo ancora rapito dai bassorilievi di Wiligelmo, lasciamo la piazza principale e ci dirigiamo verso Palazzo Ducale con l'antistante Piazza Roma da poco restaurata. Proprio da Palazzo Ducale parte il canale denominato Naviglio, ora interrato nella parte interna alla città ma che correva lungo l'attuale Corso Vittorio Emanuele II fino a congiungersi al Panaro. Appena fuori dalla città, il Naviglio esce dal suo alveo sotterraneo e riprende a scorrere alla luce del sole, e noi ne percorreremo l’argine con la nostra bicicletta fino alla sua foce. Il panorama si allarga sulla pianura, dolce e piacevole senza mai diventare noioso. Continue sono le testimonianze che lasciano intuire l'importanza commerciale che ha avuto il canale nei secoli passati come la Villa e il Sostegno Cortese, ultima conca per la navigazione costruita nel 1828.
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In prossimità di Bastiglia il canale torna sotterraneo ma riappare poco dopo per proseguire fino a Bomporto. Qui, lungo le sponde del canale, si nota la Darsena costruita nella seconda metà del XVIII, su richiesta di Francesco II d'Este, eccezionale opera idraulica caratterizzata da una vasca a pianta ottagonale eretta allo scopo di regolare le acque per consentire il passaggio delle imbarcazioni.
Ora il nostro percorso continua sull’argine sinistro del Panaro, sempre accompagnato dal lento fluire delle acqua del fiume. In epoca ducale era costume, da parte delle famiglie nobili, costruire lussuose residenze lungo il corso d'acqua. È curioso constatare che le facciate principali delle stesse danno sul fiume e non sulla strada ma all' epoca era proprio l'idrovia la principale via di comunicazione.
Tra Bomborto e Solara si ha l'occasione di ammirare alcuni meravigliosi esempi di ville tra cui Villa Bruini altrimenti conosciuta come “La Manetta” (sec. XVIII), Villa Reggiani, ora azienda Gavioli (sec. XVI) e Villa Cavazza (sec. XVIII). Giunti a Solara abbandoniamo il fiume e puntiamo a San Pietro in Elda passando di fronte alla costruzione del sec. XVI denominata “I Torrioni”, altro splendido esempio di villa nobiliare. Siamo quasi giunti al piccolo borgo di San Lorenzo della Pioppa quando incontriamo l'antica Acetaia del Cristo dove viene prodotto l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Merita assolutamente una visita con degustazione (a tal fine è sempre meglio prenotare prima). Terminata questa piacevole sosta riprendiamo la strada per San Lorenzo e subito dopo montiamo sull'argine del fiume Secchia di cui risaliamo il corso fino ad arrivare alle porte della città. Arrivati all'altezza di Ponte Alto attraversiamo il Secchia e puntiamo dritti verso il centro di Modena e in poco tempo siamo di nuovo di fronte al Duomo.
Andrea Baschieri
Lorenzzo Guerrieri
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