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La crisi ha lasciato il segno e adesso vince la prudenza

La crisi ha lasciato il segno e adesso vince la prudenza

Secondo UnipolSai i segnali di ripresa vengono vissuti con molta cautela Il 40% degli intervistati è convinto che si avranno meno soldi a disposizione

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L’Osservatorio UnipolSai 2015 ha effettuato un sondaggio tra i risparmiatori modenesi dal quale emergono sensazioni dettate dal vissuto della crisi economica. Una crisi che èp ancora viva, ben impressa nella mente dei modenesi anche alla luce dei primi segnali di ripresa.

Lo scenario nazionale infatti migliora: nel secondo trimestre del 2015 si è registrato un significativo segnale di miglioramento della spesa delle famiglie, (+0,4 per cento di variazione, la più alta dal 2010) dovuta da un lato all’aumento del potere d’acquisto (+0,2 per cento) e in parte anche attraverso un ricorso al risparmio, la cui propensione è scesa di 2 decimi di punto all’8,7 per cento (dati Istat settembre 2015). Dunque il quadro suggerisce una economia finalmente in movimento, un po’ più dinamica. I modenesi tuttavia sembrano essere ancora cauti: un 31 per cento afferma che il futuro dal punto di vista economico sarà sempre più incerto in quanto la crisi ha lasciato il segno, un altro 40 per cento del campione è convinto che non si tornerà più ai livelli pre-crisi e avremo meno soldi a disposizione.

C’è poi chi non è del tutto d’accordo e vede un futuro più sereno e in discesa con un po’ di attenzione al risparmio (20 per cento).

C’è infine chi è convinto che oltre allo Stato bisognerà pensare in prima persona mettendo da parte capitale e utilizzando forme di risparmio private (9 per cento).

Cosa si desidera per il futuro. I modenesi mostrano di avere le idee ben chiare: attraverso le forme di risparmio attivabili oggi il desiderio più inseguito risulta essere il poter mantenere l’attuale tenore di vita (32 per cento) o perlomeno che sia sufficiente anche se inferiore all’attuale (20 per cento), ma con uno sguardo costante sulla famiglia: il 21 per cento infatti desidera poter continuare ad aiutare i figli in caso di necessità, e il 18% vorrebbe non gravare su di loro quando aumenterà il bisogno di cure mediche e assistenza sanitaria.

Le forme di risparmio conosciute. La conoscenza in merito degli intervistati modenesi è ampia, si va dalla classica pensione (56 per cento) ai fondi di investimento (52 per cento), passando per le polizze vita (44 per cento) e i conti di deposito (32 per cento). Chiudono il quadro generale i piani pensionistici individuali (31 per cento) e i fondi pensione (29 per cento).

Dove ci si informa. Come già rilevato dalla precedente ricerca dell’Osservatorio UnipolSai c’è la conferma che per avere le informazioni necessarie ci si rivolge a professionisti del settore. In particolare, per quanto concerne piani di risparmio personali, i modenesi si affidano principalmente alla propria banca (64 per cento) o a siti internet specializzati (18 per cento). Il 15 per cento si informa infine direttamente tramite il proprio agente assicurativo (28 per cento).

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