«Senza investimenti non si va»
Le reazioni delle associazioni: «Il primo problema è il dilagare della malavita»
Molti i commenti a seguito del peggioramento della qualità della vita nella provincia modenese. «L'arretramento di ben undici posizioni nella classifica sulla qualità della vita stilata dal Sole24Ore - spiega Giorgio Vecchi, presidente provinciale di Confcommercio - non è una buona notizia e deve indurci a riflettere, sugli aspetti più critici che ci hanno penalizzato. A partire dalla sicurezza. Perché la 70esima posizione su 110, in questa classifica, conferma innanzitutto quanto indichiamo da tempo alle istituzioni, anche con il supporto di indagini ad hoc che abbiamo condotto: c'è, nel nostro territorio, un problema oggettivo di sicurezza ed è sbagliato voler continuare a parlare di mera percezione di insicurezza. Per lasciarci alle spalle la 'zona retrocessione' e dunque far aumentare la sicurezza nelle nostre città non ci stancheremo mai di affermare che le ricette sono sempre le stesse: potenziamento degli organici, maggior presidio del territorio soprattutto nelle aree più critiche, più garanzie sulla certezza della pena, leggi più severe. Servono politiche di investimenti maggiormente mirate ed idonee a creare ricchezza reale e effetti virtuosi su imprese, famiglie e consumi, ma occorre anche fare ogni sforzo possibile per ridurre il fardello di tasse e burocrazia che gravano soprattutto su micro e piccole medie imprese». In parte meno critica è Umberto Venturi, presidente della Cna di Modena: «Non può che essere definito lusinghiero il risultato ottenuto dalla nostra provincia nell'indagine annuale del Sole 24 ore sulla qualità della vita, che regala a Modena il 14esimo posto assoluto. Una graduatoria che vede il nostro territorio classificarsi terzo in regione dietro Ravenna e Bologna, soprattutto grazie alle performance ottenute in campo economico e servizi. Ma se fanno piacere le gratificazioni, occorre lavorare sulle criticità: da questo punto di vista Cna, numeri alla mano, ha individuato due ambiti nei quali concentrare i propri sforzi. Innazitutto il web visto che Modena è appena al 56esimo posto per la copertura della banda larga: per un tessuto imprenditoriale vitale e dinamico come il nostro è indispensabile contare su infrastrutture adeguate». Infine Confesercenti: «Si tratta di dati da valutare con attenzione. Va da sé, tuttavia che alcune posizioni occupate dalla nostra realtà riflettono nel dettaglio situazioni note da tempo, che richiederebbero un deciso cambio di marcia. Troppi scippi, borseggi, furti, rapine e frodi mostrano un segno decisamente preoccupante». (s.l.)
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