Disagio psicologico: il potere della scuola
«Un male il calo dell’attenzione degli ultimi anni. L’esperienza dei giornalini modello di benessere per studenti e docenti»
La professoressa Vincenza Capolino è stata insegnante di Storia e Filosofia in un liceo di Modena, da alcuni anni è in pensione. Ha sempre accompagnato all'insegnamento un impegno appassionato per il progetto del giornalino scolastico, prima nella sua scuola, poi al livello comunale. Ha anche promosso concorsi nazionali di giornalismo scolastico.
La scuola di fronte al disagio psicologico degli studenti: qual è il punto di vista dell'insegnante?
«Negli ultimi decenni del Novecento, c'è stata molta attenzione alle problematiche del disagio psicologico tra gli studenti: il ministero dell'Istruzione finanziava progetti che promuovevano il benessere a scuola. Questa attenzione, negli ultimi anni, è venuta meno. Anche se, a fronte di una netta diminuzione dell'impegno economico per sostenere questi progetti, il tema è comunque sempre dibattuto in aula. Personalmente, non ho mai condiviso l'idea di stabilire uno spazio ristretto nel quale prendersi cura delle problematiche psicologiche del ragazzo: credo invece che un docente, durante tutto l'arco della sua ora di lezione, debba prestare attenzione a 360° agli studenti, quindi anche ad eventuali segni di disagio».
Quanto incide la formazione degli insegnanti nel saper rispondere a queste sollecitazioni?
«Al docente è chiesta una preparazione sempre meno attenta all'aspetto pedagogico e psicologico della formazione degli studenti; gli si chiede sempre più spesso soltanto competenza tecnica nell'insegnamento della sua disciplina. Questa svolta, lenta ma costante, risponde a un'idea che si va affermando nella società secondo cui la scuola non deve “invadere” aree della formazione dei ragazzi che si ritiene debbano essere di esclusiva competenza della famiglia».
Hai diretto per molti anni, nel tuo liceo, un giornalino scolastico: puoi dirci come quest'esperienza ha promosso il benessere degli studenti?
«La nascita dei giornalini scolastici fu promossa dal ministero nell'ambito del progetto “Star bene a scuola”. Anche nella mia scuola ne fu fondato uno. La redazione rappresentava uno spazio dove lo studente, specialmente chi aveva qualche disagio (spesso legato proprio alla vita scolastica), poteva scaricare le tensioni, incontrare un amico con cui parlare e così superare un momento di difficoltà, trovare fiducia in se stesso e spesso migliorare, così, anche il rendimento scolastico. Era anche un momento in cui i ragazzi, attraverso l'attività redazionale, scoprivano interessi e capacità che li aiutavano a progettare il loro futuro».
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