«La competizione in classe? Più vai male più sei isolato»
In un caldo pomeriggio di giugno, la redazione di Radio “Liberamente”, la radio della Salute Mentale creata dall'Associazione Idee in Circolo a Modena, ha scambiato quattro chiacchiere con alcuni...
In un caldo pomeriggio di giugno, la redazione di Radio “Liberamente”, la radio della Salute Mentale creata dall'Associazione Idee in Circolo a Modena, ha scambiato quattro chiacchiere con alcuni studenti del Liceo Classico Muratori di Modena in procinto di partire per le vacanze estive.
Per la nostra rubrica sulla Gazzetta di Modena vorremmo affrontare il tema del disagio mentale in un periodo molto delicato e importante, quello della scuola superiore. Cosa ne pensate?
Il primo studente ci dice: «Credo sia un tema interessante, la scuola è il luogo dove tutti si formano e, se emergono difficoltà e si interviene per tempo, è meglio. A volte in classe si mettono in atto pericolosi meccanismi di contrapposizione. Questo emerge tra gli studenti e tra i docenti che non trattano allo stesso modo gli allievi: i più bravi sono agevolati, mentre dovrebbe essere il contrario. A volte - prosegue - ho l'impressione che meno vai bene e più sei isolato».
Un amico gli fa eco: «Ci sono ragazzi che vivono male anche il rapporto con i compagni perché in un clima di competizione non si trova aiuto e solidarietà». «Per fortuna - interviene un terzo studente - la mia esperienza è diversa. Il clima in classe è positivo, ma il problema sorge quando si è al di fuori della classe: non c'è rapporto tra di noi».
Quali sono le preoccupazioni maggiori che angustiano un giovane studente nel 2015?
«Sicuramente il pensiero del futuro e di cosa fare dopo la scuola. Un pensiero che mette ansia, ma se ne parla poco tra di noi e con gli insegnanti» afferma sicuro uno dei tre amici.
Secondo voi, come si può ridurre il clima di competizione in classe?
«Credo che alcuni lo creino apposta» sostiene il primo studente che si è fermato a scambiare due parole con noi di Radio Liberamente. «A parte questo - continua il ragazzo - penso che sarebbe utile far fare ai professori formazione specifica sulle tematiche di disagio psicologico tra gli studenti». «Secondo la mia esperienza - continua un altro studente - quando il problema diventa oggettivo ed evidente, i professori si adoperano per gestirlo. A scuola esiste uno sportello psicologico in cui gli studenti possono andare a chiedere sostegno, anche in forma anonima». «Solo che lo sportello - ribatte il terzo amico - ha pochi accessi perché a livello culturale ci sono ancora molti pregiudizi, anche tra noi giovani. Il problema è sottovalutato, magari perché i genitori non sono d’accordo che la scuola se ne occupi, la vedono come un’ingerenza».
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