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Multe, proteste e ricorsi a Sassuolo: «Scout speed è regolare»

Multe, proteste e ricorsi a Sassuolo: «Scout speed è regolare»

Il sindaco difende la legittimità del sistema mobile di rilevazione della velocità «Usata massima tolleranza e tutelata la privacy». Ma i cittadini non ci stanno

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Lo Scout speed in dotazione alla polizia municipale di Sassuolo era stato annunciato a mezzo stampa, è stato utilizzato con massima tolleranza sulle velocità e non comporta obblighi di pre-segnalazione poiché viene utilizzato su veicoli in movimento. Sommariamente ha dato queste risposte il sindaco Claudio Pistoni ai consiglieri del gruppo Sassolesi che hanno chiesto i dettagli sull’utilizzo del nuovo strumento per la rilevazione delle infrazioni da alta velocità, utilizzato in particolare sulla strada per San Michele e, stando alle numerose proteste degli ultimi giorni, causa di un gran numero di contravvenzioni.

Le spiegazioni di Pistoni derivano da una dettagliata relazione del comandante della polizia municipale Stefano Faso: «I cartelli per la segnalazione sono stati installati il 23 novembre, a sostituzione di quelli esistenti che non erano chiari e nemmeno tanto leggibili - spiega il sindaco - ma anche sullo Scout speed e sul suo utilizzo è stata data informazione a mezzo stampa». Viene citato esplicitamente un ampio servizio della Gazzetta di Modena pubblicato il 16 novembre su questo argomento. Da fine novembre più o meno, partono controlli e multe. «Il sistema è stato prevalentemente utilizzato - continua il sindaco - su strade ad alto tasso di incidenti. Sono state applicate le massime tolleranze, vale a dire che su un limite dei 50 all’ora, non si è provveduto a sanzionare se non oltre i 70».

Oltre alle giustificazioni in realtà Pistoni dà anche motivi per ritenere un valido strumento lo Scout speed: «Consente non solo di determinare gli eccessi di velocità, ma verifica anche i veicoli non revisionati e presto potrà farlo anche per quelli non assicurati. Uno degli intenti infatti resta quello di individuare veicoli sospetti o a rischio, come sono spesso le auto che non ottemperano a questi obblighi».

Dubbi sono stati espressi sulla regolarità dello strumento, sia per l’elusione degli obblighi di segnalazione, sia per l’eventuale violazione della privacy: «Ci sono i cartelli di rilevazione elettronica della velocità e altro non serve perché lo strumento è usato su mezzi mobili. Quanto alla privacy, il sistema include un software per l’oscuramento dei volti di guidatore e passeggeri, quindi è in regola».

Nonostante le spiegazioni, per i Sassolesi “lo Scout speed resta uno strumento che non educa e non previene, ma aiuta invece a fare incasso con le multe”. In questi giorni si sta formando anche una specie di comitato, con un avvocato di riferimento, che intende portare un consistente numero di ricorsi alle autorità competenti, adducendo motivi di privacy e di altro genere. (g.b.)

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