Bimbo morto a Castelfranco: partono avvisi di garanzia
La Procura dispone l’autopsia di Emanuel ma prima individuerà gli indagati per consentire loro di nominare i consulenti
CASTELFRANCO. La Procura di Modena ha aperto un fascicolo d’indagine sulla morte di Emanuel Acheampong, il bambino di 8 anni deceduto il 2 dicembre scorso al Policlinico.
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La decisione è in linea con la richiesta del legale della famiglia: l’avvocato Gianpaolo Verna aveva presentato nei giorni scorsi un esposto in cui si chiedeva chiarezza sulle cause della morte del bambino. E così sarà.
Esame autoptico. Come annunciato ieri dal procuratore Lucia Musti, sul corpo di Emanuel verranno effettuati accurati esami autoptici e nei prossimi giorni. Inoltre, stanno per essere spediti avvisi di garanzia nei confronti del personale sanitario che ha curato il bambino: si tratta di un atto dovuto affinché gli interessati possano nominare un consulente medico-legale di fiducia che possa assistere all’autopsia. L’obiettivo della Procura è chiaro: si vuole fare luce sulle cause del decesso e, soprattutto, capire se ci siano state o meno responsabilità da parte di medici e infermieri.
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Le tempistiche al momento non sono note, ma l’autopsia difficilmente avrà luogo prima del termine delle festività.
La famiglia. La famiglia Acheampong, dunque, dovrà attendere ancora per sapere come è morto il piccolo Emanuel: «È diritto dei familiari - aveva detto l’avvocato Verna nei giorni scorsi - sapere la verità». La Procura ha insistito sulla meticolosità dell’autopsia in arrivo: Emanuel, che aveva una storia clinica tutt’altro che semplice, è entrato in coma per una crisi respiratoria, che si è manifestata all’indomani di una visita dal pediatra, durante la quale era stata prescritta una cura a base di aerosol.
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Al momento del malore si trovava in casa e il personale del 118 è riuscito a stabilizzarlo prima del trasporto al Policlinico, dove, però, è entrato in coma; uno stato dal quale non è mai uscito fino alla morte, sopraggiunta nella tarda mattinata del 2 dicembre. C’è poi un secondo mistero: la madre sostiene di essere stata avvisata del decesso con ore di ritardo, una tesi che il Policlinico respinge. (gib)
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