Gazzetta di Modena

Modena

Il nuovo anno porterà il teatro San Francesco a Sassuolo

di Alfonso Scibona
Il nuovo anno porterà il teatro San Francesco a Sassuolo

La sala da 250 posti di proprietà dei frati è la soluzione alternativa al Carani. L’immobile potrebbe essere ceduto tramite la curia con un comodato d’uso

3 MINUTI DI LETTURA





SASSUOLO. Il 2016 porterà ai sassolesi un teatro aperto, forse due. Ma non esageriamo. Parliamo di uno dei cavalli di battaglia dell’amministrazione comunale presieduta da Claudio Pistoni. Una vicenda che si trascina tra le polemiche di coloro che stanno a fianco del sindaco (chiedendo di non spendere i tanti soldi necessari per il Carani) e quelli che denunciano la vergogna di una città di oltre 40 mila abitanti, senza un vero contenitore culturale (eccezion fatta per il teatrino Temple, alla Casa nel parco).

Teatro aperto. Ma quale sarà il teatro aperto? In stallo le trattative che potrebbero riaprire il Carani, anche se non del tutto chiuse, avanza l’ipotesi di sterzare sul San Francesco, sala da 250 posti (nessun luogo in città ne ha così tanti), camerini quanto basta, ipotesi di trasformare il campo da calcio in parcheggio. L’immobile, chiuso nel 2011, è di proprietà dei frati che hanno come unico scopo quello di venderlo. A meno che?

A meno che non si ragioni tra religiosi, tra frati e preti, con una cessione in comodato d’uso alla curia e da questa all’Unità pastorale del centro, presieduta da don Giovanni Rossi. Nelle ultime settimane la notizia è stata tenuta riservata, ma è certo che un passo del genere, un comodato d’uso alla curia, girato ai sassolesi, porterebbe ad un progetto che, tra unità pastorale, amministrazione comunale, privati e associazioni, potrebbe far tornare la luce sul San Francesco.

Le ragioni, Perchè dovrebbe essere possibile? Tanti i motivi: politiche pastorali, sociali, del mondo della scuola, serate sul dialetto, cineforum e conferenze che in città non hanno possibilità di realizzazione in quanto al massimo si arriva al centinaio di posti nella sala Biasin o all’auditorium Bertoli. A questo proposito c’è da registrare un coinvolgimento diretto del sindaco Claudio Pistoni, che segue in prima persona l’evolversi degli aggiornamenti. Nei giorni scorsi l’assessore alla Cultura ha così riferito riguardo a Carani e San Francesco.

L'assessore Pigoni. «Per riaprire il Carani – ha detto Giulia Pigoni - senza contare gli interventi sulle norme antisismiche, servono da 1 milione e mezzo a 2 milioni di euro perché la commissione sui pubblici spettacoli deve dare l’autorizzazione e tutto quello che riguarda l’impiantistica antincendio non è più a norma e per avere l’autorizzazione dovrà esserlo. È un impegno che noi siamo disposti a prenderci nel tempo, come anche detto dal sindaco nei mesi scorsi, ma bisogna raggiungere un accordo con la proprietà ma ancora non ci siamo arrivati. Ci stiamo ancora lavorando perché il Carani rimane la priorità di questa amministrazione. Abbiamo detto le stesse cose al comitato, che ha parlato direttamente con il sindaco. È importante che ci sia un forte interesse della cittadinanza per mantenere viva l’attenzione sul teatro stesso. Stiamo però ragionando anche su soluzioni differenti; il sindaco ha parlato di una riapertura del San Francesco grazie alla collaborazione con i privati, quindi il prossimo anno cercheremo di arrivare a questa soluzione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google