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Regione pronta a ridurre i vitalizi ai vecchi politici

di Davide Berti
Regione pronta a ridurre i vitalizi ai vecchi politici

Entro sei mesi potrebbe diventare legge. Boschini (Pd): «Anche gli ex consiglieri dovrebbero andare in pensione come persone normali, non cinque anni prima»

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Nella seduta di martedì dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, tutta dedicata al Bilancio previsionale 2016, è stata approvata un'importante risoluzione proposta da Pd e Sel che impegna la giunta Bonaccini a studiare l’evoluzione e l’impatto sul bilancio regionale dei vitalizi. Alla risoluzione ha aderito anche la consigliera M5S riminese Sensoli.

Parliamo dei vitalizi agli ex consiglieri in quanto questa legislatura ha definitivamente abolito ogni riferimento al vitalizio con il suo primo atto formale dopo l'insediamento.

Di cosa si tratta? Evitare pensioni d’oro, equiparare le pensioni dei politici della Regione a quelle dei cittadini “normali”, alzare l’età pensionabile. Chi ne ha beneficiato fino ad oggi? Decine e decine di politici per un totale di cinque milioni di euro all’anno. Somma destinata a crescere nei prossimi anni quando tanti ex consiglieri in più andranno in pensione. Tra coloro che oggi stanno godendo di questo beneficio ancora previsto per legge ci sono nomi molto noti della politica locale: Oreste Zurlini, Lanfranco Turci, Luigi Gilli, Renato Cocchi, Werther Cigarini, Rossano Bellelli. E proprio da quest’anno, al compimento dei 60 anni, è entrata in età pensionabile la classe 1955. Tra questi anche Vasco Errani e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Giuseppe Boschini è il consigliere regionale Pd che sta lavorando a questo progetto destinato a diventare legge nazionale, pronto ad affrontare i ricorsi dei diretti interessati che certamente nasceranno: «La risoluzione non ha alcun intento punitivo e men che meno demagogico - spiega Giuseppe Boschini - I vitalizi non sono la pietra angolare sulla quale si separa la buona politica da quella cattiva, ma incidono sul bilancio regionale per oltre 5 milioni di euro, cifra che andrà inevitabilmente a crescere se non si interverrà in maniera decisa. Vogliamo garantire equità ed economicità: evitare il cumulo di più vitalizi, ad esempio Regione e Parlamento, adeguare l'età in cui si può godere del vitalizio alla reale età pensionabile del resto degli italiani, e non 60 contro 65 come avviene ora, oltre a legare maggiormente l'istituto del vitalizio al livello contributivo realmente versato», chiude Boschini.

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