Scoperta la truffa dei finti corrieri
Col camion vanno in ditta per caricare con targhe e documenti falsi: arrestati
Avevano tentato di farsi consegnare frutta per 17mila euro, spacciandosi per i corrieri inviati dalla ditta rumena che aveva commissionato l’ordine. Il trucco era semplice: documenti falsi, un autoarticolato con targhe finte, tanta faccia tosta. Alcuni nel Modenese (l’anno scorso c’era cascata una ditta della, zona industriale) sono caduti nel tranello perdendo così tutta la merce. Altri invece no. Come abbiamo raccontato nell’edizione di ieri, il titolare della ditta all’ingrosso ha seguito le mosse dei due truffatori di 28 e 51 anni, ha inseguito l’autoarticolato e ha fatto scattare le forze dell’ordine. Ora i due “spedizionieri” originari del Napoletano sono stati arrestati e condannati ciascuno ad un anno e due mesi ( per uno è scattato anche il divieto di dimora nel Modenese) mentre la squadra mobile sta indagando sull’organizzazione che sta dietro a questo tentato colpo. Il camion col rimorchio non è rubato ma è di una ditta del napoletano, le targhe usate sono state notate in occasione di altre truffe simili, come risulta dagli archivi della polizia. Come detto, tutto è nato dalla segnalazione del titolare di una ditta all’ingrosso di frutta di Sorbara che ha ricevuto la visita dei due che si sono presentati come corrieri di un'impresa rumena che aveva effettuato un ordine di merce.
Il titolare si è subito insospettito, nonostante la ditta straniera avesse confermato telefonicamente l'ordine, pur ammettendo di non conoscere i corrieri in quanto si era affidata ad una società intermediaria che avrebbe curato la spedizione. Anche i documenti esibiti dai due autisti, con chiaro accento campano, erano apparentemente in regola. Ma l'imprenditore ha notato sul mezzo targhe artigianali che hanno fatto risuonare un campanello d'allarme.
Intanto il tempo passava e i due finti corrieri decidono che il tempo di lasciar perdere e se ne vanno. Ma l'imprenditore, che nel frattempo ha incaricato la segretaria di controllare i numeri delle targhe sospette, inizia ad inseguire il camion . A Bomporto, i due smontano la targa posteriore e ne applicano una nuova , poi procedono verso Modena e compiono la stessa operazione con una terza targa lungo la Vignolese, gettando a bordo strada un sacchetto con altre targhe, forse già “bruciate”. la segretaria comunica che la targa iniziale era utilizzata da truffatori, l’imprenditore chiama le forze dell’ordine (Municipale di Bomporto e polizia) e a San Donnino, prima di Modena sud, i due vengono arrestati per ricettazione, falso e tentata truffa.
Stefano Totaro
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